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Scuola, realtà e responsabilità: la pedagogia di don Milani partendo dagli ultimi Iscrizioni già tutte esaurite
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π Sono già tutti esauriti i posti disponibili per partecipare al convegno d'apertura della 5º Giornata Nazionale della rete di Scuole Barbiana 2040, un appuntamento ormai imprescindibile per chi vive la scuola come luogo di trasformazione sociale. Il titolo scelto: “Ritornare a Barbiana, dove i confini si allargano al mondo: insieme per costruire il futuro della scuola”, richiama l’urgenza di ripensare l’educazione in un tempo attraversato da tensioni e conflitti globali, nuove importanti tecnologie, mutamenti del mondo del lavoro e delle competenze richieste, non solo tecniche e in continua evoluzione. Come ricorda la locandina del convegno, l’incontro e i laboratori si terranno il 21 e 22 marzo 2026 all’Istituto Comprensivo di Vicchio (FI), in Piazza don Lorenzo Milani 1, a cui seguiranno visite ai luoghi milaniani della scuola di Barbiana e di San Donato di Calenzano.
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La sessione inaugurale di sabato 21 marzo (ore 11.00-13.30) offrirà contributi di rilievo: Rita Fumagalli, con le docenti e formatrici Barbiana 2040 Elena Bagini e Rosaria Di Gaetano, affronteranno “Il coraggio di cambiare” nella scuola contemporanea; seguiranno gli interventi degli educatori Pablo Paniagua (Casa Escuela Santiago 1, Salamanca) e Ciro Corona (Officina delle Culture Gelsomina Verde, Scampia), testimoni di pratiche educative radicate nei contesti reali. Giancarlo Costabile (Docente Università della Calabria) proporrà una riflessione sull’“Utopia di Barbiana” come pedagogia dell’ultimità. La mattinata sarà accompagnata dagli interventi musicali dell’arpista Susanna Bertuccioli.
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Nel pomeriggio (ore 15.00-17.00) è prevista la visita guidata a Barbiana con Fiorella Tagliaferri, allieva di don Milani, insieme ai volontari della Fondazione. Domenica 22 marzo (ore 10.00-12.00) il percorso proseguirà a San Donato di Calenzano, guidato dal Gruppo don Lorenzo Milani.
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La Rete Barbiana 2040 propone una nuova occasione preziosa per ritrovare, nei luoghi e nelle parole di don Milani, le radici di una scuola che mette al centro gli ultimi, le relazioni, il bisogno di una consapevolezza e responsabilità civile.
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π L'IMMAGINE
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Competenze non cognitive Come si insegnano se i docenti per primi non sanno praticarle?
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π La sperimentazione (perché di questo si tratta) è stata lanciata. Con il decreto attuativo del 15 gennaio scorso, il ministero di Valditara ha dato il via a un percorso per portare competenze non cognitive e trasversali al centro dei curricoli scolastici. (Leggi l'articolo della nostra Elena Bagini). Si vorrebbe così combattere dispersione, povertà educativa e promuovere inclusione, empatia, autoregolazione, pensiero critico e relazione. Ma è possibile, ci si chiede, educare davvero alle soft skills se la comunità docente fatica poi a praticarle lei per prima? Il dibattito, rilanciato pesantemente in un webinar pubblico in seguito a una lettera di una docente (Alessandra Calzi), tocca effettivamente un nodo sensibile: libertà di insegnamento, pluralismo, responsabilità. Tenere insieme rigore e dialogo critico, viene sollevato, richiede competenze relazionali e metacognitive che non sempre fanno parte della formazione iniziale e in servizio. Tornano alla mente le parole del filosofo Umberto Galimberti, il quale non perde occasione per rilanciare la sua provocazione: gli insegnanti andrebbero selezionati con un rigoroso colloquio prima di metterli in classe proprio per verificarne le loro, bassissime, competenze e qualità relazionali.
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Non è un dubbio così isolato. Seguendo il dibattito nella stessa categoria di insegnanti e docenti, sembra emergere tutta questa contraddizione: la scuola chiede agli studenti di sviluppare soft skills che gli stessi insegnanti faticano a padroneggiare o insegnare con efficacia. Anche numerose ricerche internazionali sottolineano come la formazione dei docenti su competenze socio-emotive sia spesso insufficiente o marginale nei percorsi universitari e di aggiornamento professionale. In molti Paesi la preparazione dei docenti non include moduli sistematici su intelligenza emotiva, gestione dei gruppi o progettazione di attività collaborative, rendendo difficile tradurre in pratica ciò che la normativa promuove. E non è solo un problema italiano. Dal nostro mondo della pedagogia, voci come quella di Giuseppe Bagni del CIDI, il Centro di iniziativa democratica degli insegnanti, hanno già osservato come molte proposte di innovazione restino sul piano retorico, lontane dalla realtà quotidiana delle scuole e dalla preparazione reale dei docenti. Senza un’azione parallela di revisione della formazione iniziale e in servizio, con moduli dedicati a competenze relazionali, comunicative e di gestione del cambiamento, il rischio è che la sperimentazione produca obiettivi ambiziosi ma pratiche deboli. E insufficiente se non accompagnata da un robusto investimento in docenti preparati a essere modelli e facilitatori di quei processi formativi. Senza questa consapevolezza, la buona pedagogia rischia di restare parola scritta nei decreti anziché realtà educativa nelle aule. E che le competenze non cognitive diventino un lessico della politica più che una trasformazione didattica.
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π PENSIERO CRITICO
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La parola "Chill" chiede tempo, ascolto e fiducia. La sfida degli adulti davanti ai ragazzi
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π Il testo parte dalla parola “chill”, scelta come parola giovane del 2025 dall’Accademia della Crusca, per leggere in profondità il disagio degli adolescenti. “Chill” non è superficialità, ma richiesta di tempo, ascolto e fiducia in una società segnata da prestazione e controllo. I ragazzi non chiedono assenza di regole, ma adulti presenti, capaci di accompagnare senza invadere. La scrittura collettiva diventa spazio educativo di libertà, riconoscimento ed educazione emotiva. La scuola è chiamata a rallentare, per costruire autonomia e identità.
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π I LABORATORI
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Sbagliare per creare Come la scrittura collettiva ribalta l'ansia da prestazione La lezione dei ragazzi
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πNella seconda B di Sorisole un laboratorio di scrittura collettiva secondo il metodo Barbiana 2040 ha accolto nove docenti del liceo “Serpieri” di Rimini. Sono stati gli studenti a guidare l’incontro, illustrando setting, fogliolini e dialoghi socratici. Al centro, la paura del foglio bianco, l’errore come occasione generativa e la noia come spazio creativo. Tra Emilio Vedova, Massimo Recalcati e Pier Paolo Pasolini, la scrittura diventa esercizio di libertà e consapevolezza.
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π I LABORATORI
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Inciampi, ascolto e scrittura: la classe diventa una comunità che sostiene
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π“Non lasciarmi cadere” racconta la scuola come luogo di inciampi condivisi, dove il disagio degli studenti è spesso richiesta di riconoscimento. Le provocazioni nascono dal bisogno di essere visti, soprattutto quando manca un rapporto autentico in famiglia. La scrittura collettiva, nel solco della pedagogia di Don Lorenzo Milani, diventa spazio lento e inclusivo: un laboratorio di ascolto, dialogo socratico e fiducia reciproca. La scuola è chiamata a prendersi cura, a trasformare i muri in opportunità, facendo proprio il principio dell’“I care”.
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π SCRITTURA COLLETTIVA
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Barbiana, una pratica generativa per le competenze non cognitive nella scuola di oggi e del futuro
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π Con il decreto ministeriale n. 6/2026, dopo la legge 22/2025, il ministero avvia una sperimentazione triennale per integrare stabilmente le competenze non cognitive nella didattica. Obiettivo: contrastare dispersione e povertà educativa, rendendo la scuola più inclusiva. Comunicazione, collaborazione, pensiero critico e creatività diventano centrali quanto le discipline. Nel solco di don Lorenzo Milani, l’esperienza di Barbiana 2040 rilancia la scrittura collettiva come ambiente “neuroprotettivo”: senza giudizio, attiva motivazione, autoregolazione, empatia e senso di appartenenza. Scrivere insieme non è metodo accessorio, ma dispositivo pedagogico che educa alla libertà e alla responsabilità condivisa.
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π VIAGGIO A SALAMANCA / 7
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Da spazi angusti a orizzonti aperti: una scuola che cammina
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π Nella nuova puntata del nostro viaggio a Salamanca, la casa Escuela Santiago Uno trasforma la città in aula diffusa. Ogni giorno gli alunni attraversano quartieri e periferie in bici o monopattino per raggiungere campi, orti e laboratori immersi nel verde. Il tragitto diventa atto educativo: autonomia, orientamento, fiducia. Il passaggio dal chiuso all’aperto favorisce ascolto, concentrazione, collaborazione. Qui il movimento è metodo: apprendimento esperienziale, relazione, metamorfosi. Si torna a casa cambiati, con una “valigia invisibile” fatta di pensieri, emozioni e competenze vissute.
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π VIAGGIO A SALAMANCA / 8
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Ciascuno è utile e importante valore del tempo, unità d'intenti e l'aula alternativa
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π L’esperienza di job shadowing a Salamanca ha mostrato un modello sistemico costruttivista centrato su soluzioni e risorse, non su etichette. Rivolto a giovani fragili o a rischio esclusione, integra scuola, tutela e formazione professionale con un’équipe multidisciplinare. Apprendimento cooperativo, service learning e progetti eco-sociali valgono fino al 50% della valutazione. “Tutto è educativo”: regole autorevoli, lavoro sulle emozioni e responsabilità personale trasformano la scuola in comunità generativa.
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π IL DOCUMENTO π INTELLIGENZA ARTIFICIALE
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La Rete Barbiana 2040 presenta
per i docenti e le scuole il Regolamento Collettivo per l'utilizzo dell'IA a scuola
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π Intelligenza artificiale a scuola? Sì, ma con regole precise. Eccole. Oggi presentiamo per tutte le scuole e i docenti della Rete Barbiana 2040 il nostro regolamento sull’uso dell’Intelligenza artificiale a scuola. È stato elaborato dai docenti della Rete Barbiana 2040 e nasce da una scelta precisa: voler governare l’innovazione tecnologica senza però subirla. Il testo è ampio, completo e ben strutturato, ma è certo un testo base. Nulla toglie che ogni scuola può modificarlo e adattarlo al proprio contesto educativo e scolastico.
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L’intelligenza artificiale viene riconosciuta come strumento utile per personalizzare l’apprendimento, favorire l’inclusione, rendere accessibili contenuti complessi e alleggerire il lavoro ripetitivo di docenti e segreterie. Al tempo stesso, il regolamento ribadisce che l’IA non può sostituire la relazione educativa né il giudizio professionale dell’insegnante. Particolare attenzione è riservata alla tutela dei dati personali, alla prevenzione dei pregiudizi, alla dichiarazione esplicita dell’uso degli strumenti e alla supervisione umana obbligatoria. Centrale è il diritto-dovere alla formazione: senza consapevolezza critica, la tecnologia rischia di amplificare disuguaglianze invece di ridurle. Ne emerge un’idea di scuola che usa l’IA non per accelerare la didattica, ma per renderla più giusta, più accessibile e più umana, in continuità con l’eredità pedagogica di don Milani.
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π La scrittura collettiva non è una tecnica, ma un’esperienza educativa che mette in movimento pensiero, parola e relazione. Questa iniziativa speciale editoriale nasce dal racconto concreto di dieci progetti realizzati in una classe di scuola primaria, dove il tema del rispetto è diventato terreno di lavoro quotidiano e condiviso. Non un percorso teorico, ma un laboratorio vivo in cui i bambini hanno imparato a costruire il “noi”, a riconoscere le differenze, a trasformare conflitti e inciampi in occasioni di crescita. I testi raccolti documentano fasi, strumenti, sguardi interni ed esterni, restituendo la complessità di un metodo che forma cittadini attivi e consapevoli. Ma i dieci testi che presentiamo rappresentano un vero e proprio archivio aperto, pratico e strumento operativo per insegnanti che vogliono capire come la scrittura, quando è collettiva, può diventare educazione civica praticata, inclusione reale e democrazia quotidiana.
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π LA PROPOSTA FORMATIVA
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Educare come atto politico Un corso di formazione in Pedagogie emancipatrici ed Esperienze della Prassi
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π Dall’Argentina, in particolare dalla Facoltà di Scienze Umanistiche e Arti dell’Universidad Nacional de Rosario (UNR), e rilanciato dall’Asociaciòn Civil Barbiana, la scuola di Rafaela - Santa Fè - aderente alla Rete Barbiana 2040, segnaliamo l’avvio del corso di formazione a distanza in Diplomatura in Pedagogie Emancipatrici ed Esperienze della Prassi, un percorso di formazione universitaria rivolto a docenti, insegnanti ed educatori, che invita a ripensare radicalmente il senso dell’educare oggi. In un tempo segnato da una profonda crisi civile e sociale, che attraversa i sistemi educativi, le comunità e le soggettività, questa proposta parte da una convinzione forte: educare è un atto politico, ma anche un gesto di cura, ascolto e costruzione collettiva. Scuole e territori sono chiamati a ricostruire legami sociali, ad accogliere nuove soggettività e a rispondere in modo critico e responsabile alle sfide che coinvolgono in particolare infanzie e giovani generazioni. In questo scenario, la diplomatura si propone come uno spazio di studio, confronto e riflessione capace di tenere insieme teoria e prassi. Il percorso formativo, promosso dalla Facoltà di Scienze Umanistiche e Arti dell’Universidad Nacional de Rosario (UNR), si svolge in modalità a distanza, per un totale di 210 ore, e si fonda su una prospettiva situata, latinoamericana, femminista e popolare. Al centro vi è il recupero dell’Educazione Popolare, delle epistemologie del Sud e delle esperienze socioeducative comunitarie, riconosciute come saperi legittimi e trasformativi.
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La diplomatura è rivolta a docenti di tutti i livelli, educatori ed educatrici popolari, operatori sociali, membri di organizzazioni comunitarie, dirigenti scolastici, supervisori e consulenti pedagogici, con l’obiettivo di generare un dialogo fertile tra università, formazione docente e territori. Più che un semplice corso, la Diplomatura in Pedagogie Emancipatrici ed Esperienze della Prassi si presenta come una scommessa culturale e politica: formare soggetti critici, capaci di leggere la complessità del presente e di costruire, attraverso l’educazione, pratiche di giustizia sociale, inclusione e trasformazione.
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π LA NOSTRA FORMAZIONE
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Formarsi per innovare: i corsi per una scuola che guarda al futuro.
A Genova il prossimo incontro
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βοΈβοΈ La formazione a scuola è un investimento sul futuro. Con questo spirito proponiamo il nuovo programma formativo 2025-2026 promosso dalla Rete Nazionale di Scuole e Movimento Barbiana 2040. In programma tre seminari residenziali dedicati a temi centrali per la scuola di oggi:
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DON MILANI IERI E OGGI: PER UNA RESPONSABILITA' SOCIALE DELL'EDUCAZIONE
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βοΈβοΈ “Don Milani ieri e oggi: per una responsabilità sociale dell’educazione” (aprile 2026, IC Lamezia Terme – CZ), un’occasione per riscoprire il pensiero milaniano e attualizzarlo in una scuola che vuole essere comunità, laboratorio di cittadinanza e democrazia.
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TUTTI I CORSI DI FORMAZIONE DELLA RETE BARBIANA 2040
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βοΈβοΈ Tre appuntamenti diversi ma uniti da una stessa visione: costruire una scuola che forma persone consapevoli, capaci di pensiero critico e aperte al mondo.
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π PROPOSTA PER LE SCUOLE
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Il "Cammino di don Milani"
ora è un Viaggio di istruzione Pubblicate le date del 2026
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βοΈβοΈ Novità imortanti per insegnanti, ex insegnanti, dirigenti scolastici, associazioni, gruppi organizzati che volessero aderire al programma dei Cammni di don Milani. Le scuole (ma anche gruppi parrocchiali, scout, associazioni ecc.) possono fare richiesta per partecipare al Cammino di Don Milani come viaggio di istruzione. Grazie alla collaborazione con il tour operator - Scuola di Natura - che da anni si occupa di viaggi con le scuole, il cammino è stato inserito come viaggio di istruzione. Questo permette un sostanziale snellimento burocratico, la possibilità di modulare il cammino come meglio adatto alla scuola che lo richiede, la possibilità per gli insegnanti di costruire un percorso di contenuti durante l'anno, che prepari alla visita. Per informazioni più dettagliate potete scrivere qui.
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Sono state pubblicate ufficialmente le date deiìl Cammino di don Milani per l'anno 2026. Un itinerario che va da San Donato di Calenzano fino al borgo di Barbiana. Le date rese note già ora consentono a tutti di programmare, organizzare e prenotare in tempo l'adesione alla camminata nel periodo più opportuno per ciascuno.
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Per ogni informazione, fare riferimento a Viviana Ballini - 3473894504
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πFORMAZIONE IN CLASSE
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Porta un filosofo in classe Progetto gratuito per le scuole per allenare il pensiero critico e diventare cittadini del mondo
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βοΈβοΈ Viviamo un mondo attraversato da semplificazioni, superficialità, propaganda. Un mondo veloce che non consente di approfondire e cogliere l'essenza di nulla, dal pensiero alle relazioni. In questo contesto, fra digitale, tecnologia e poco umanesimo, abbiamo già sperimentato nelle nostre classi come la scrittura collettiva a scuola può diventare il laboratorio dove allenare il pensiero critico e formare cittadini liberi e consapevoli, la leva principale per rafforzare la qualità e contrastare il degrado della democrazia. In questo percorso, si affianca ma per sostenerlo e rafforzarlo, un nuovo laboratorio con lo stesso obiettivo di creare "Cittadini planetari". Con questo spirito ci sentiamo di presentare il nuovo progetto di Luca Mori, docente e ricercatore di Storia della Filosofia dell’Università di Pisa, che mette gratuitamente a disposizione delle scuole strumenti e materiali innovativi, di qualità, pensati per allenare il pensiero critico, in modi diversi a seconda dell’età per educare bambine, bambini e adolescenti alla cittadinanza attiva e planetaria.
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Video, esercizi e giochi, attività e percorsi digitali aiuteranno gli studenti a riconoscere le trappole del pensiero, a smascherare la disinformazione, a capire la propaganda e coltivare il senso del limite e della connessione. Con questi nuovi strumenti e approcci, con risorse digitali e percorsi di riflessione, gli studenti saranno invitati a: esplorare le proprie utopie e proporre idee per migliorare l’esistente; riconoscere i bias cognitivi e le trappole del pensiero; smascherare fake news e strategie di manipolazione; comprendere le dinamiche della comunicazione politica; riscoprire la cura per il paesaggio e il valore della cittadinanza digitale.
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“Allenare il pensiero critico non è solo un obiettivo educativo, ma un atto politico e civile”, spiega Mori, già autore di Utopie di bambini (scritto anche grazie a un percoso laboratoria svolto nella scuola della Rete, la Primaria di Costa Masnaga) e vincitore del premio europeo BELMA per l’innovazione didattica. Con Cittadini planetari, intende creare una piattaforma libera, partecipata e in continua evoluzione, costruita insieme a docenti e studenti di ogni ordine e grado.
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Il progetto è attualmente sostenuto da una campagna di crowdfunding: ogni contributo servirà a finanziare la creazione di risorse digitali di qualità e a rendere il sapere un bene comune, accessibile a tutte le scuole.
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Allenare il pensiero critico significa educare a essere cittadini, non solo del proprio Paese, ma del pianeta intero. Un progetto aperto e partecipato, pensato per docenti che vogliono portare in classe strumenti concreti per costruire una democrazia più consapevole e resistente. Qui tutti i dettagli del progetto di Luca Mori: Cittadini planetari
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Ecco come portare la scrittura collettiva in classe Il podcast della serata sulla presentazione del libro
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βοΈβοΈ “Insegnare è/a vivere. La sfida pedagogica di Barbiana 2040”, è il nostro libro, un testo che entra dentro la scuola di Barbiana per arricchirsi di una nuiova didattica e di una pedagogia innovativa capace di costruire la scuola del futuro. Il libro è una guida pratica per docenti, insegnanti, educatori . L'abbiamo raccontato in quattro capitoli essenziali, (qui tutte le puntate) come un viaggio in quello che è effettivamente il laboratorio della parola. Il testo, scritto dalle nostre tre docenti e formatrici Elena Bagini, Rosaria Di Gaetano e Rita Fumagalli, portano le insegnanti ad "armarsi" di nuovi strumenti e ad entrare in classe per iniziare a pensare, a confrontarsi, a porsi le domande che le nuove sfide del nostro tempo pongono, a scrivere insieme.
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Il libro lo si può richiedere direttamente in qualsiasi libreria o attraverso una richiesta via mail a: magazzino@segnalibrosrl.it
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π FORMAZIONE E INNOVAZIONE
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Ecco i tre corsi Mooc della Rete Barbiana 2040 Sono online sulla piattaforma "Leonardo Visionario"
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π I FORMATORI DI BARBIANA 2040
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QUI SOTTO, NELLA SCHEDA, L'ELENCO DEI DOCENTI FORMATORI DELLA RETE BARBIANA 2040.
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π LA RUBRICA
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Nuova didattica sospesa: rendere innovativa la scuola è troppo rischioso
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Educazione emotiva: è un vuoto da colmare Fra gli adolescenti sfocia in relazioni pericolose
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La scuola fatica a colmare il vuoto fra cultura formale e interessi reali dei ragazzi
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"Maria Miceli: la scuola come atto d'amore e giustizia non può essere neutra"
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Scrittura collettiva, sei laboratori in cerca d'autori
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"Carpe Diem": il tempo giusto per imparare, scrivere e crescere insieme a scuola
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"A spasso nel tempo" Quando la scuola rallenta per capire meglio
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I TESTI COLLETTIVI DI BARBIANA
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Il lavoro dei docenti e delle scuole impegnati nella Rete Barbiana 2040 è tutto rivolto a recuperare e riproporre in una prospettiva di attualizzazione la pedagogia e i modelli educativi di don Milani, paradigmi fortemente innovativi e con un importante impegno di giustizia sociale, come venivano esercitati nella scuola di Barbiana. Lettera a una professoressa, Lettera ai giudici e L’obbedienza non è più una virtù sono i testi collettivi più significativi di Barbiana per le aspre critiche e per la contestazione verso il sistema della Giustizia e il sistema della Scuola italiani, accusati di essere fortemente elitarie e di influenzare le opportunità educative e le disuguaglianze a totale svantaggio delle classi più povere impedendo loro di sfuggire alla condizioni di “ultimi”.
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Giustizia sociale, disuguaglianze, disparità educative, inclusività sono i temi che rendono quegli scritti collettivi di Barbiana estremamente e sempre più attuali ancora oggi.
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Lettera a una professoressa L'attualità di un manifesto per una scuola davvero nuova
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Lettera ai giudici Il risveglio della coscienza critica per essere cittadini sovrani
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TESTIMONIANZE
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E' lo spazio di approfondimento della Rete: le Testimonianze dei docenti e degli insegnanti delle scuole del Movimento Barbiana 2040 in cui raccontano in brevi video come stanno apprendendo, seguendo e applicando nelle loro classi l'approccio di don Milani e la sua didattica-pedagogia. Ogni intervento può essere seguito nel sito di Barbiana2040.it nella nuova rubrica "Testimonianze" (nella home page o nella barra dei menù) con il titolo "Riflessioni inDocenti". E tutti i laboratori a cui si fa riferimento si possono trovare nella Sezione dedicata "Laboratori", sempre in home page.
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Il video con il racconto di Arianna Gelfi, docente di Lettere al CPIA (Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti) di Lecco
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Il video con il racconto di Rosaria Di Gaetano, docente di Lettere della scuola media dell'IC di Sorisole (Prima Parte)
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Il video con il racconto di Cristina Mauri, docente di Lettere della scuola media dell'IC di Costa Masnaga
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Il video con il racconto di Rosaria Di Gaetano, docente di Lettere della scuola media dell'IC di Sorisole (Seconda Parte)
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I DOCUMENTI DELLA RETE
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Manifesto del Movimento della Rete nazionale di Scuole Barbiana 2040
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Archivio delle Newsletter di Barbiana 2040
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Nella Newsletter vengono condivisi i materiali pedagogici e educativi di approfondimento e di analisi del modello di scuola ispirato dall'esempio di scuola di don Milani a Barbiana.
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Se anche tu l'hai trovata interessante e utile per il tuo lavoro condividila con i tuoi colleghi.
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La prossima sarà ancora migliore.
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Movimento Barbiana 2040
Rete nazionale
di Scuole
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www.barbiana2040.it
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