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La Newsletter di Barbiana 2040 Letture e approfondimenti
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📕 L'IMMAGINE DI OGGI
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La scuola perde ancora ragazzi Criticità che pesa sulle famiglie
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📚 I dati fanno tornare alla mente quell’innaffiato che bagna i fiori, ma che per la scuola quei rigagnoli d’acqua diventino invece metafora di come stia continuando a perdere i suoi ragazzi. L’anno scorso sono stati 431mila in Italia i giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato prematuramente la scuola; al più hanno conseguito la licenza di terza media, ma poi non hanno concluso nessun corso di formazione professionale o alcun corso scolastico o formativo. Ma il dato forse più inaspettato, elaborato dall'Ufficio studi della Cgia di Mestre (Venezia) su dati Eurostat e Istat, è nel confronto tra i 20 Paesi dell'Eurozona: l'Italia e Cipro sono al terzo posto con un tasso di abbandono del 10,5% sulla popolazione corrispondente. Spagna, con il 13,7% e Germania con il 12,8% presentano un risultato peggiore. La media dell'Area Euro si è attestata al 9,8%. Dati in miglioramento ma la fotografia resta allarmante: in termini assoluti il maggior numero di giovani che hanno lasciato la scuola prematuramente è in Campania con 72mila unità; seguono la Sicilia (62mila), la Lombardia (53mila) e la Puglia (38mila). A livello regionale, la situazione è di segno opposto nelle realtà territoriali dove le attività produttive sono più diffuse e competitive rispetto al resto del Paese. In Veneto l'incidenza percentuale degli alunni negli istituti tecnici e professionali è del 56,9%, in Emilia Romagna del 56% e in Lombardia del 52,4%. Ad eccezione della Puglia (50,3%), in tutte le altre regioni del Centrosud la scelta di iscriversi a un liceo è stata superiore a quella fatta di natura tecnico/professionale.
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Quasi mezzo milione di giovani che a mala pena hanno assolto l’obbligo scolastico. Un tema, quello della povertà educativa, che resta prioritario da affrontare, e molto sentito oggi non solo nel Mezzogiorno, ma anche in alcune aree geografiche del Nord. E sebbene in questi ultimi anni sia in diminuzione la percentuale a livello nazionale di coloro che in età tra i 18 e i 24 hanno abbandonato gli studi, rimane una criticità che colpisce in particolare i giovani con alle spalle famiglie caratterizzate da un forte disagio sociale o alle prese con seri problemi economici.
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È evidente che nei prossimi anni questi ragazzi faranno molta fatica a trovare un’occupazione di qualità e adeguatamente retribuita; le sfide lanciate dai cambiamenti epocali in atto - come la transizione ecologica e quella digitale - non potranno che relegarli ai margini del mercato del lavoro. E di conseguenza di una prospettiva di vita dignitosa.
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📕 SCUOLA DEL FUTURO
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Genova, tre Reti a confronto sulle didattiche innovative
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📚 Tre giorni di confronto, dibattito e laboratori intorno alla potenzialità di tre tecniche didattiche innovative per la scuola del futuro. Tre giorni di seminario all'Istituto Nautico “San Giorgio” di Genova, sostenuti dal titolo che ha fatto da collante ai lavori: “Si può fare”. E' stata un'occasione pensata e organizzata per un confronto tra Reti di scopo che, con metodi e approcci differenti ma complementari, offrono nella scuola e non solo, occasioni di dialogo e collaborazione. Le tre Reti coinvolte sono state MNR (Metodologia della Narrazione e della Riflessione), la Rete delle scuole dialogiche e la Rete di scuole Barbiana 2040. Qui, di seguito, riportiamo tre contributi di sintesi, ma ciascuno focalizzato su un risvolto particolare emerso dal confronto fra i metodi durante i lavori del seminario. Il primo intervento riprende il tema di fondo del seminario, “la pace”, ispirato al documento Unesco per la promozione della cultura della pace. Il tema, rimasto costantemente implicito nella sperimentazione delle tecniche di tutte e tre le Reti, è emerso, infatti, come comune denominatore di tutte e tre le metodologie didattiche per una nuova scuola: al centro l'ascolto, e quindi la persona.
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Il secondo intervento, invece, ha spostato il denominatore comune sul bisogno non solo degli studenti ma anche degli insegnanti di “imparare ad imparare”. Tutti gli approcci metodologici contribuiscono infatti a rilanciare il pensiero e la parola, divenuti come due rette sghembe ormai senza più contatti. Nel terzo contributo si dà conto del lavoro laboratoriale di scrittura collettiva. I docenti formatori della Rete Barbiana 2040 hanno condotto laboratori sulla tecnica della scrittura collettiva come percorso e processo didattico per il dialogo e il confronto in classe fra studenti e fra alunni, partendo dal motivo occasionale e rispettando il principio dell'aderenza alla realtà.
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IL SEMINARIO
Costruire l'educazione alla pace attraverso il dialogo nella scuola
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IL CONFRONTO
"Imparare a imparare", i tre approcci che sfidano docenti e studenti
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I LABORATORI Tecniche di scrittura per affrontare incertezza e promuovere il dialogo
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📕 LABORATORI IN CLASSE
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Educare, amore, cura.... Le nostre 9 parole fatate che aprono ogni porta
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di Giulia Costanzo e Francesca Mazzei
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📚 “La parola è la chiave fatata che ape ogni porta”. Con questo pensiero di don Milani ci siamo avviate alla fine del percorso delle nostre classi quinte che può essere visto come un viaggio, un libro scritto insieme, un quadro dipinto a più mani, un atto d’amore.
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Il laboratorio che presentiamo oggi è il frutto della scrittura collettiva prodotta insieme agli alunni e contiene le parole nate dalle loro riflessioni sul loro percorso scolastico, intrecciate con la lettura di un libro unico Il Piccolo Principe, e che dopo lunghi ragionamenti e argomentazioni sono risultate essere quelle più significative per la loro crescita. Abbiamo avviato il laboratorio di scrittura collettiva partendo da una semplice domanda: «Se pensate ai cinque anni della scuola primaria, quali parole vi vengono in mente? Quali sono quelle che porterete sempre dentro di voi?».
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I bambini hanno iniziato a scrivere le parole che sentivano dentro e questo che potete leggere è il loro lavoro finale.
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📕 L'ANALISI
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I fatti di cronaca sono la prova: con i nostri ragazzi non si tessono relazioni
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📚 Che tristezza quanto si sente mormorare che esiste solo la cattiveria e i fatti di cronaca sono la prova incontestabile. Oserei dire che i fatti di cronaca, invece, sono la controprova tangibile di ciò che non stiamo coltivando ovvero uno sguardo buono sull’altro capace di cura e di prendersi a cuore il prossimo «resistendo agli accattivanti richiami massmediatici e editoriali che spingono ad aver paura di ciò che accade». Dobbiamo con coraggio lasciare cadere i pregiudizi, i quali come ruggine impediscono uno scambio autentico con l’altro, e tra questi i nostri pre-adolescenti e adolescenti, mostrando un’immagine non vera e soffocando sotto di sé, un cuore pulsante che desidera amare e essere amato. Come? Oggi credo siamo tutti chiamati a tessere la trama di un nuovo tessuto sociale che accolga e non rimuova le difficoltà, la crisi, gli inciampi connessi a qualsiasi processo di crescita, partendo al ricostruire l’ossatura delle nostre relazioni.
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📕 LA RUBRICA
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Scuola ostaggio dell'algoritmo Caos, cattedre scoperte e docenti "di ruolo" disoccupati
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📚 La denuncia è durissima: ennesimo disastro annunciato, annullamento delle nomine annuali dei docenti assegnate dall'algoritmo ministeriale. Ancora una volta scuola nel caos, ma soprattutto nuova sberla istituzionale e morale ai docenti e, di conseguenza, agli studenti e alle loro famiglie che si vedranno cambiare i professori due-tre volte nell’arco dei primi mesi di scuola. Il nuovo disastro è il risultato di una catena di disfunzioni come l'istituzione di nuove procedure concorsuali che si sommano a graduatorie già in essere, procedure di immissioni in ruolo differenziate, differenziazione degli organici di fatto e di diritto: il risultato è stato di mandare in tilt l'algoritmo ministeriale e gli uffici scolastici che non sono più riusciti a distinguere tra posti disponibili e accantonati. In questo articolo, la docente Arianna Gelfi, professoressa di Lettere, racconta in prima persona in quale paradosso sia stata catapultata, e come nonostante lei sia brillante vincitrice di concorso, resti ancora precaria, ma abilitata e idonea, e alla fine di fatto disoccupata.
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Nomine, concorsi, sostegno: la scuola è già nel caos. E l'Autonomia la seppellirà
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📚 Risuona, non la campanella, ma un nuovo allarme sui rischi che corre il sistema scuola pubblica italiana. Ne diamo conto, anche in vista dell'eventuale referendum, ma soprattutto per sensibilizzare intorno a un tema che sembrerebbe troppo lontano e che invece riguarda molto da vicino insegnanti e docenti. Il progetto di riforma istituzionale sull'Autonomia Differenziata, torna sotto accusa. Questa volta, ed è l'ultima analisi pubblicata dal Forum Disuguaglianze Diversità. I dati sulle conseguenze per il mondo scuola sono espliciti: l’introduzione dell’autonomia differenziata peggiora la situazione, soprattutto se non saranno previsti adeguati meccanismi di solidarietà tra le regioni. Il rischio è che le regioni più ricche, grazie a maggiori entrate fiscali, investano maggiormente nelle proprie scuole, mentre quelle più povere restino ancora più indietro, creando un’Italia sempre più divisa. La possibilità di differenziare programmi scolastici e modalità di reclutamento degli insegnanti potrebbe portare a sistemi educativi paralleli, con standard qualitativi molto diversi tra loro. La scuola, da sempre strumento di uguaglianza e inclusione, potrebbe trasformarsi in un fattore di divisione territoriale...
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Inizia l'anno, da dove riprendo? Riparto sempre dai bisogni
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di Elena Bagini
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"Faccio i conti con i limiti della mia età. E penso a don Milani in un modo diverso"
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di Edoardo Martinelli Alunno di don Milani a Barbiana
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Dal modello di Scuola di Barbiana alla Scuola 4.0 del futuro: è un'evoluzione naturale
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di Elena Bagini
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Tre ortensie diversamente uguali: una stupenda differenza
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di Lavinia Agosti
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Il profondo lavoro educativo: saper accendere il desiderio di ricerca
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di Elisa Colombo
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Filosofia e AI, la formazione dei docenti per formare il pensiero critico degli alunni
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di Elena Bagini
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I TESTI COLLETTIVI DI BARBIANA
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Il lavoro dei docenti e delle scuole impegnati nella Rete Barbiana 2040 è tutto rivolto a recuperare e riproporre in una prospettiva di attualizzazione la pedagogia e i modelli educativi di don Milani, paradigmi fortemente innovativi e con un importante impegno di giustizia sociale, come venivano esercitati nella scuola di Barbiana. Lettera a una professoressa, Lettera ai giudici e L’obbedienza non è più una virtù sono i testi collettivi più significativi di Barbiana per le aspre critiche e per la contestazione verso il sistema della Giustizia e il sistema della Scuola italiani, accusati di essere fortemente elitarie e di influenzare le opportunità educative e le disuguaglianze a totale svantaggio delle classi più povere impedendo loro di sfuggire alla condizioni di “ultimi”.
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Giustizia sociale, disuguaglianze, disparità educative, inclusività sono i temi che rendono quegli scritti collettivi di Barbiana estremamente e sempre più attuali ancora oggi.
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Lettera a una professoressa L'attualità di un manifesto per una scuola davvero nuova
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Lettera ai giudici Il risveglio della coscienza critica per essere cittadini sovrani
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TESTIMONIANZE
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E' lo spazio di approfondimento della Rete: le Testimonianze dei docenti e degli insegnanti delle scuole del Movimento Barbiana 2040 in cui raccontano in brevi video come stanno apprendendo, seguendo e applicando nelle loro classi l'approccio di don Milani e la sua didattica-pedagogia. Ogni intervento può essere seguito nel sito di Barbiana2040.it nella nuova rubrica "Testimonianze" (nella home page o nella barra dei menù) con il titolo "Riflessioni inDocenti". E tutti i laboratori a cui si fa riferimento si possono trovare nella Sezione dedicata "Laboratori", sempre in home page.
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Il video con il racconto di Arianna Gelfi, docente di Lettere al CPIA (Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti) di Lecco
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Il video con il racconto di Rosaria Di Gaetano, docente di Lettere della scuola media dell'IC di Sorisole (Seconda Parte)
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Il video con il racconto di Cristina Mauri, docente di Lettere della scuola media dell'IC di Sorisole
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Il video con il racconto di Rosaria Di Gaetano, docente di Lettere della scuola media dell'IC di Sorisole (Prima Parte)
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I DOCUMENTI DELLA RETE
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Manifesto del Movimento della Rete nazionale di Scuole Barbiana 2040
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Archivio delle Newsletter di Barbiana 2040
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Nella Newsletter vengono condivisi i materiali pedagogici e educativi di approfondimento e di analisi del modello di scuola ispirato dall'esempio di scuola di don Milani a Barbiana.
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Se anche tu l'hai trovata interessante e utile per il tuo lavoro condividila con i tuoi colleghi.
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La prossima sarà ancora migliore.
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Movimento Barbiana 2040
Rete nazionale
di Scuole
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www.barbiana2040.it
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