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La Newsletter di Barbiana 2040 Letture e approfondimenti
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📕 L'IMMAGINE DI OGGI
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Il divieto non serve mai Anche con i cellulari la vera svolta è educare
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📚 C’è un paradosso che anche questo settembre d’inizio scuola è tornato puntuale: quest’anno per “legge”, i cellulari sono vietati in classe. Come sempre, la logica o la scorciatoia resta la stessa: basta vietare per credere di risolvere il problema. C’è però altri fatti che sottolineano la contraddizione di questo divieto: il Garante della privacy ha sanzionato un asilo di Rho (provincia di Milano), perché colpevole (le insegnanti) di aver diffuso foto e video di bambini sotto i tre anni nonostante il consenso dei genitori. I minori vanno tutelati con il massimo rigore.
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C’è un altro caso, invece, in cui adulti spiccano per offrire modelli non certo migliori: il gruppo Facebook “Meta Mia moglie”, dove migliaia di uomini hanno condiviso foto intime delle proprie compagne e mogli senza consenso, sito chiuso ma solo dopo l’indignazione pubblica. Oppure al proliferare di piattaforme che monetizzano spettacoli sadici, violenti e di umiliazione anche sui giovani.
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Qual è il nesso con il nuovo divieto del cellulare in classe? È che fuori dalle aule, gli stessi ragazzi usano quegli strumenti senza alcuna guida, mentre gli adulti – che dovrebbero dare l’esempio – cadono in abusi ben più gravi. E allora viene da chiedersi: davvero il problema sono gli studenti che guardano un video su TikTok durante la lezione? O piuttosto una società adulta che non ha ancora capito che il passaggio è “imparare ed educare a usarli”, in virtù di una cultura digitale ormai sempre più indispensabile. Questo perché, se con i cellulari ormai è quasi battaglia persa, ben oltre l’orizzonte avanza un’altra tecnologia ancora più potente: l’intelligenza artificiale. E allora si vuole commetter lo stesso errore, lasciare i ragazzi in balìa di questa nuova potenza digitale per poi svegliarsi, constatarne un uso distorto, e quindi vietare anche quella?
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Il divieto è sempre una foglia di fico con cui il mondo adulto copre la propria incapacità di educare. Si proibisce lo smartphone tra i banchi, salvo poi lasciarlo nelle mani dei ragazzi senza alcuna bussola, esposti a cyberbullismo, pornografia, manipolazioni algoritmiche. È un’“illusoria lavata di coscienza”, come ha scritto Vanessa Roghi. Il punto è che i cellulari – come l’intelligenza artificiale, già entrata silenziosamente in classe – non spariranno mai. Anzi, saranno strumenti decisivi per la vita e la carriera dei cittadini di domani. Vietarli, così come altri temi sensibili, significa abdicare al ruolo educativo della scuola. Formare, a cominciare dai docenti, invece significa trasformarli in alleati: strumenti per la ricerca, la creatività, la cittadinanza digitale. La vera domanda non è come sequestrare i telefoni, ma come insegnare a usarli. Perché il rischio non è che i ragazzi abbiano lo smartphone in tasca (già ce l’hanno), ma che crescano in una società che preferisce proibire invece di educare. QUI LA CIRCOLARE DEL MINISTERO SUL DIVIETO DEI CELLULARI IN CLASSE E QUI LE LINEE GUIDA INTELLIGENZA ARTIFICIALE A SCUOLA
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📕 L'EVENTO
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Anche la Rete è presente a il "Cammino di don Milani" Tutte le date per prenotare le prossime edizioni 2026
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✏️✏️ Rlanciamo i due appuntamenti nel cuore del Mugello che vedranno la Rete Barbiana 2040 fra i protagonisti dell'evento. Anche perché ci sono alcune novità per coloro che vorranno organizzare all'interno del proprio Istituto o scuola la marcia lungo il cammino dei luoghi di don Milani.
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Quella del prossimo 21 settembre resta un'occasione per riportare al centro l’attualità di don Lorenzo Milani. Il primo è un convegno, in programma il 21 settembre nella Villa Demidoff di Pratolino, con testimonianze e racconti di esperienze educative e comunitarie che si ispirano alla lezione del priore di Barbiana. Il secondo è il Cammino di Don Milani, percorso a piedi da San Donato di Calenzano a Barbiana, che da anni coinvolge studenti, docenti e cittadini lungo i luoghi simbolo della sua vita. Non un’iniziativa turistica, ma un’esperienza formativa e civile che intreccia memoria, natura e dialogo. Entrambe le proposte mostrano come il pensiero milaniano, nato dall’urgenza di dare voce agli ultimi e costruire una scuola giusta per tutti, resti oggi un punto di riferimento per riflettere su educazione, comunità e futuro della società.
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Nell'articolo ogni dettaglio, informazione e la storia di lavoro e testimonianze che hanno costruito questi appuntamenti.
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📕 SCRITTURA COLLETTIVA
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Il vigile che fa paura (forse no) E scappare è così salutare?
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📚 Chi ha paura del vigile urbano? Questa storia nasce da un gioco di voci, da bambini che raccontano paure e fantasie, e da un personaggio – il vigile – che troppo spesso viene visto solo come qualcuno da temere. Attraverso Giorgio, un ragazzino che cambia strada ogni volta che incontra una divisa, si apre lo spazio per riflettere insieme: chi sono davvero i vigili urbani? Nemici da cui scappare o figure che ci aiutano a vivere meglio la città? Un racconto leggero, provocatorio e perfetto per avviare una scrittura collettiva con i ragazzi, dove educazione civica e immaginazione si incontrano.
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📕 ANALISI E DIDATTICA
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"Ho visto fare scrittura collettiva: è un grande laboratorio di idee"
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📚 📚 Ho avuto il privilegio di visitare la Scuola Secondaria di Primo Grado di Sorisole e di assistere a una lezione che ha messo in pratica il metodo di don Milani della scrittura collettiva. Entrare nell'aula è stato come varcare la soglia di un laboratorio di idee; un'atmosfera di condivisione e curiosità avvolgeva l'ambiente. Lo sguardo appassionato della professoressa mi ha subito conquistata, trasmettendomi una passione autentica per l'apprendimento. L’attività si è svolta intorno a un grande tavolo, ottenuto unendo i banchi singoli: in quel contesto, non si trattava solo di un arredo, ma di un vero e proprio simbolo, il luogo dove gli studenti diventano protagonisti attivi del loro percorso formativo. Ed ecco che cosa ho appreso….
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📕 ANALISI E DIDATTICA
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Imparare a dare la parola: pratica che vale anche per i docenti
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di I Docenti IC Dalmine (Bg)
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📚 Come si redige un testo di gruppo? E perchè oggi è così importante imparare a scrivere insieme? Come si svolge un processo di scrittura collettiva?
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Durante uno dei corsi di formazione proposti dalla Rete Barbiana 2040, i docenti sono stati coinvolti nella stesura di un testo in scrittura collettiva per poterla riproporre in classe con i propri alunni come modalità di lavoro attuale.
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Il gruppo di lavoro ha portato a meditare sulle parole di don Milani sul quel modod fdi fare scuola e lo ha fatto diventare proprio modello educativo. "Con il testo collettivo che è stato prodotto non si vuole cambiare il mondo, ma soltanto la prospettiva, il senso, il verso". Ecco come è stato fatto.
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📕 L'EVENTO DELLA RETE
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Presentato anche in Italia Carta a una maestra L'edizione argentina de Lettera a una professoressa
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📚 Presentata anche in Italia in un evento online in collegamento diretto con la Asociacion Civile Barbiana di Rafaela, in provincia di Santa Fè (Argentina), il testo Carta a una maestra, edizione in lingua argentina di Lettera a una professoressa. La presentazione moderta dalla professoressa Ana Santucci e presidente della Asociacion Civile Barbiana e professoressa, ha visto gli interventi di Rita Fumagalli per la Rete Barbiana 2040, da Agostino Burberi come presidente della Fondazione don Milani ed ente finanziatore dell'edizione argentina del testo, e da padre Corzo in collegamento dalla sua scuola di Salamanca, Spagna, fondatore di due istituzioni educative ispirate alla pedagogia di Barbiana in Spagna: la Casa-escuela Santiago Uno a Salamanca, fondata nel 1971, e la Escuela Agraria Lorenzo Milani, fondata nel 1980.
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L'evento è stata un'importante occasione per rinsaldare le relazioni e condividere la collaborazione su nuovi programmi di lavoro fra tutti questi protagonisti attivi della pedagogia e della didattica di don Milani nel mondo, nella società, nelle comunità territoriali, nel mondo dell'associazionismo e in particolare oggi nel complesso mondo della scuola. Tutte esperienze che in questa occasione sono state raccontate e proposte prima come sintesi del lavoro svolto. E poi diventate pilastri per costruire un nuovo percorso di collaborazione e di lavoro guardando al futuro: dalla formazione a nuovi progetti di istruzione e di didattica, di tutela dei diritti delle persone più svantaggiate e dei più deboli, mettendo sempre al centro il messaggio radicale e prioritario del priore di Barbiana sulla scuola, la giustizia sociale e il diritto all’istruzione per tutti.
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📕 FORMAZIONE DOCENTI
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📕 FORMAZIONE E INNOVAZIONE
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Ecco i tre corsi Mooc della Rete Barbiana 2040 Sono online sulla piattaforma "Leonardo Visionario"
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📕 FORMAZIONE DELLA RETE
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📕 I FORMATORI DI BARBIANA 2040
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QUI SOTTO, NELLA SCHEDA, L'ELENCO DEI DOCENTI FORMATORI DELLA RETE BARBIANA 2040.
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📕 LA RUBRICA
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Nuova didattica sospesa: rendere innovativa la scuola è troppo rischioso
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Educazione emotiva: è un vuoto da colmare Fra gli adolescenti sfocia in relazioni pericolose
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La scuola fatica a colmare il vuoto fra cultura formale e interessi reali dei ragazzi
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"Maria Miceli: la scuola come atto d'amore e giustizia non può essere neutra"
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Scrittura collettiva, sei laboratori in cerca d'autori
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"Carpe Diem": il tempo giusto per imparare, scrivere e crescere insieme a scuola
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"A spasso nel tempo" Quando la scuola rallenta per capire meglio
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I TESTI COLLETTIVI DI BARBIANA
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Il lavoro dei docenti e delle scuole impegnati nella Rete Barbiana 2040 è tutto rivolto a recuperare e riproporre in una prospettiva di attualizzazione la pedagogia e i modelli educativi di don Milani, paradigmi fortemente innovativi e con un importante impegno di giustizia sociale, come venivano esercitati nella scuola di Barbiana. Lettera a una professoressa, Lettera ai giudici e L’obbedienza non è più una virtù sono i testi collettivi più significativi di Barbiana per le aspre critiche e per la contestazione verso il sistema della Giustizia e il sistema della Scuola italiani, accusati di essere fortemente elitarie e di influenzare le opportunità educative e le disuguaglianze a totale svantaggio delle classi più povere impedendo loro di sfuggire alla condizioni di “ultimi”.
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Giustizia sociale, disuguaglianze, disparità educative, inclusività sono i temi che rendono quegli scritti collettivi di Barbiana estremamente e sempre più attuali ancora oggi.
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Lettera a una professoressa L'attualità di un manifesto per una scuola davvero nuova
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Lettera ai giudici Il risveglio della coscienza critica per essere cittadini sovrani
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TESTIMONIANZE
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E' lo spazio di approfondimento della Rete: le Testimonianze dei docenti e degli insegnanti delle scuole del Movimento Barbiana 2040 in cui raccontano in brevi video come stanno apprendendo, seguendo e applicando nelle loro classi l'approccio di don Milani e la sua didattica-pedagogia. Ogni intervento può essere seguito nel sito di Barbiana2040.it nella nuova rubrica "Testimonianze" (nella home page o nella barra dei menù) con il titolo "Riflessioni inDocenti". E tutti i laboratori a cui si fa riferimento si possono trovare nella Sezione dedicata "Laboratori", sempre in home page.
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Il video con il racconto di Arianna Gelfi, docente di Lettere al CPIA (Centro Provinciale per l'Istruzione degli Adulti) di Lecco
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Il video con il racconto di Rosaria Di Gaetano, docente di Lettere della scuola media dell'IC di Sorisole (Prima Parte)
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Il video con il racconto di Cristina Mauri, docente di Lettere della scuola media dell'IC di Costa Masnaga
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Il video con il racconto di Rosaria Di Gaetano, docente di Lettere della scuola media dell'IC di Sorisole (Seconda Parte)
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I DOCUMENTI DELLA RETE
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Manifesto del Movimento della Rete nazionale di Scuole Barbiana 2040
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Archivio delle Newsletter di Barbiana 2040
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Nella Newsletter vengono condivisi i materiali pedagogici e educativi di approfondimento e di analisi del modello di scuola ispirato dall'esempio di scuola di don Milani a Barbiana.
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Se anche tu l'hai trovata interessante e utile per il tuo lavoro condividila con i tuoi colleghi.
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La prossima sarà ancora migliore.
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Movimento Barbiana 2040
Rete nazionale
di Scuole
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www.barbiana2040.it
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