Memoria, scuola, visioni e una comunità in movimento: la Rete a “Il Cammino di Don Milani”

Sarà un laboratorio culturale e civile in cui esperienze educative, sociali e comunitarie dialogano con l’eredità di Barbiana guardando al presente e proiettandosi nel futuro. Ci sono figure infatti che non smettono mai di essere presenti e di parlare, nemmeno a distanza di decenni. Don Lorenzo Milani è una di queste.
Ogni insegnante che varca la soglia di un’aula sa, più o meno consapevolmente, che dietro la sua cattedra c’è anche l’eco del priore di Barbiana. In questi tempi di crisi sociale e culturale, di messa in discussione del modello scuola e di ricerca di paradigmi innovativi, inclusivi e capaci di formare responsabilmente i cittadini del futuro, il modello e il grido del priore contro le disuguaglianze, il suo invito a dare parola agli ultimi, a trasformare la scuola in uno strumento di emancipazione e giustizia sociale, risuonano più che mai come un punto di riferimento a cui guardare.
È proprio a lui, al suo insegnamento e alla sua testimonianza, che sono dedicate due iniziative che uniscono riflessione, pedagogia e cammino. Il primo, un convegno proprio nel cuore del Mugello e, il secondo, il percorso a piedi “Il Cammino di Don Milani”, esperienza che da anni porta studenti, docenti, amministratori, associazioni e cittadini lungo i luoghi della vita e della scuola del priore di Barbiana.

Il primo appuntamento è per domenica 21 settembre, dalle 17 alle 20.30, la Sala Rossa di Villa Demidoff, all’interno del Parco Mediceo di Pratolino, ospiterà un evento di confronto e testimonianza intitolato “Il Cammino di Don Milani”. L’evento, promosso dall’Associazione Gruppo Don Milani di Calenzano e dal Comune di Vaglia, con il sostegno della Città Metropolitana di Firenze e di numerosi enti locali, vuole essere non solo un momento di commemorazione, ma soprattutto un’occasione di confronto sull’attualità del pensiero milaniano. Non è quindi un semplice convegno. È un appuntamento collettivo per riflettere sulla radicale attualità del pensiero del priore e sulle esperienze educative e sociali che testimoniano ancora e ne portano avanti l’eredità.
Aprirà i lavori il sindaco di Vaglia, Silvia Catani, seguita dagli interventi introduttivi di Viviana Ballini e di Riccardo Cesari, curatori dell’iniziativa e che introdurranno i temi del dialogo. Poi spazio alle voci di realtà che incarnano, ciascuna con un approcci significativi, l’insegnamento di don Milani. Ci sarà l’intervento dell’Associazione Gruppo Don Milani di Calenzano, attiva da anni contro l’analfabetismo, la Cooperativa di Comunità Allegria di Calenzano, nata per ricostruire comunità solidali e intergenerazionali; la Comunità Il Mulino di Vicchio, storia pluridecennale di accoglienza e condivisione; l’Associazione Aia Santa, un laboratorio di vita sostenibile ed etica del consumo, l’intervento della Rete delle realtà del Monte Giovi, custode di un patrimonio storico e naturale da conservare e il SUDD-Cobas, che sperimenta nuove forme di intendere e praticare il sindacato anche in chiave solidale.


La Rete Nazionale di scuole Barbiana 2040, sarà presente con un intervento di Rita Fumagalli, dirigente della scuola referente del progetto Barbiana 2040. Fumagalli, presenterà il movimento delle scuole che hanno aderito ai principi del Manifesto di Barbiana 2040 e che promuovono la tecnica della scrittura collettiva nelle scuole come pratica didattica, pedagogica ed educativa trasformativa. Sarà anche l’occasione in cui Rita Fumagalli presenterà il volume della Rete, Insegnare è/a vivere, un vero e proprio manuale sulla scrittura collettiva scritto dalle docenti-formatrici della Rete Elena Bagini, Rosaria Di Gaetano e dalla stessa dirigente Rita Fumagalli. Sarà così un ulteriore occasione di approfondimento e di confronto di una delle tecniche pedagogiche di don Milani più importanti praticate nel suo modello di scuola.
La giornata sarà poi arricchita dalla presenza di testimoni diretti dell’esperienza di Barbiana, come la Fondazione don Lorenzo Milani e l’Istituzione don Lorenzo Milani di Vicchio. A chiudere, lo spettacolo teatrale “Il Disobbediente”, ulteriore occasione di restituzione attraverso il linguaggio scenico la forza e l’attualità del suo messaggio. Perché l’obiettivo dell’evento è molto chiaro: intrecciare memoria, attualità e impegno civile per continuare a generare consapevolezza. “Come bisogna fare ma soprattutto come bisogna essere”: questa la sintesi dell’eredità milaniana che il convegno vuole trasmettere ai docenti, agli studenti, alle comunità.


Accanto al convegno, prosegue la proposta del Cammino di Don Milani, un percorso a piedi, nato nel 2017, cresciuto e divenuto negli anni un vero e proprio rito collettivo. Siamo alla sua nona edizione e sempre più va via via trasformandosi per diventare sempre più un’occasione fruibile da diverse categorie di persone come proposta didattica, formativa, comunitaria. Non è un’iniziativa turistica – sottolineano i promotori -, è un’esperienza educativa e comunitaria che ripercorre i luoghi i luoghi cardine dell’esperienza pedagogica e di vita del priore: parte da San Donato di Calenzano – dove don Milani avviò la sua scuola popolare – per arrivare fino a Barbiana, simbolo universale e sempre emozionante di un’idea di scuola capace di dare voce agli ultimi. Si tratta di un cammino di circa 40 chilometri in tre giorni (venerdì, sabato e domenica), che coinvolge ogni anno centinaia di partecipanti: studenti, insegnanti, associazioni culturali, gruppi giovanili, cittadini. Nel 2025 sono state previste 11 edizioni, da marzo a ottobre, con circa 200 partecipanti complessivi: dalle classi del liceo Machiavelli di Firenze a gruppi provenienti da Perugia, da Pieve di Cento, da scuole romane e da tante altre realtà d’Italia.
Il percorso tocca luoghi significativi: Monte Morello, il Parco mediceo di Pratolino, il santuario di Monte Senario, il Monte Giovi – caro a don Milani come simbolo della vita montanara – fino alla Pieve di Sant’Andrea a Barbiana, con la visita alla scuola guidata dai volontari della Fondazione Don Milani. Il rientro lungo il Sentiero della Costituzione diventa altra e sempre occasione di condivisione, domande e nuove consapevolezze.
Ogni tappa è accompagnata da guide ambientali e testimoni, che intrecciano il paesaggio naturale con il racconto dei luoghi e delle esperienze educative e comunitarie. I volontari dell’Associazione Gruppo Don Milani di Calenzano garantiscono un supporto costante, trasformando il viaggio in un laboratorio di vita collettiva.


Sia il convegno sia il cammino – spiegano gli organizzatori – nascono quindi dall’idea che l’eredità di don Milani non appartenga solo al passato, ma rappresenti una sfida attuale: costruire comunità resilienti, educare alla responsabilità civile, promuovere consumo consapevole e giustizia sociale, sostenere nuove forme di scuola e di sindacato. Nelle sue lettere, don Lorenzo amava ricordare che il suo lavoro era prima di tutto un atto d’amore: “Io sono l’innamorato e questi due popoli sono l’oggetto del mio amore”.

È con questo spirito che il Cammino e il convegno intendono parlare a insegnanti, studenti e cittadini: “Per ricordare che la scuola – commentano gli organizzatori – non è mai solo un luogo dove si insegnano nozioni, ma una palestra di libertà, giustizia e dignità. La radicalità con cui il priore si schierò dalla parte degli ultimi, la centralità che diede alla parola come strumento di emancipazione, la sua battaglia per un’istruzione uguale per tutti: tutto questo rende la sua eredità non confinata al passato, ma viva e capace di orientare il presente”. Ma, come sottolineano gli organizzatori, l’intenzione non è solo ricordare, bensì continuare. Continuare a dare voce alle esperienze nate nel solco di Barbiana, continuare a riflettere su come la scuola possa essere strumento di uguaglianza, continuare a camminare lungo i sentieri che uniscono paesi e comunità. La lezione di don Milani – “I care”, “Mi sta a cuore” – non è un motto da archiviare, ma un imperativo che riguarda il presente. La scuola, ci ricorda ancora oggi, è un atto politico nel senso più alto: il luogo in cui si decide se lasciare indietro qualcuno o se costruire, insieme, un futuro più giusto.

Per chi volesse le date dei prossimi cammini in programma e volesse iscriversi per partecipare queste di seguito le nuove date per il 2025.
Dunque:
– settembre già tutto occupato
– date di ottobre con posti disponibili sono: il 10-12 e il 24-26

A breve la riprogrammazione da marzo a ottobre per il prossimo anno 2026

Torna in alto