
L’idea è nata ascoltando due bambini di quinta elementare:
“Da grande io voglio fare il “maranza” .
“E sì proprio, quelli che scappano dai vigili”.
“Bisogna aver paura dei vigili”.
“Quando li vedo scappo”.
Il vigile urbano viene spesso visto con una figura da temere, un personaggio pronto a prendere in fallo le persone.
È quello che dà multe. Ma come vedono i nostri studenti il vigile urbano?
La provocazione cerca di far cogliere gli aspetti positivi che ha questa figura nella nostra società.
E viene vista in un percorso di educazione civica dove le forze dell’ordine vengono viste come amiche, come un aiuto al vivere sociale.
Ecco, questa non è una storia… ma un inizio. Una piccola introduzione per una possibile scrittura collettiva.

Chi ha paura del vigile urbano?
“Se non la smetti di fischiare chiamo i vigili! “ esclama il nonno con fare perentorio. “ Se non raccogli tutti i tuoi giochi da terra chiamo i vigili “ dice la mamma. “ Se provi solo a sfiorare il mio diario chiamo i vigili che ti portano via”. Minaccia stizzosa la sorella Margherita.
Giorgio è un ragazzino tranquillo. Il tipico casa, scuola e palestra ma quando incontra un vigile urbano si comporta come il peggior teppistello del quartiere.
Capiamoci bene, Giorgio è sempre un bravo ragazzo ma ha un innato timore per le divise che lo porta a nascondersi, a cambiare strada, a impietrirsi se malauguratamente se le trova davanti.
La vita per Giorgio in città non è per niente facile. Provate solo a immaginare quante volte deve cambiare strada. Il vigile urbano è dappertutto: dirige il traffico, quello che porta i documenti come messo comunale, quello che…




