“Impariamo a liberare le nostre parole
per diventare cittadini sovrani”

“Dobbiamo sforzarci di liberare le nostre parole. È una sfida pedagogica importante, e che ha come finalità imparare a produrre parole libere, a liberare le nostre parole. Se non impariamo a costruire parole libere, se non siamo capaci di liberare le nostre parole, siamo destinati a essere subalterni, non siamo in condizione di esercitare fino in fondo il diritto-dovere ad essere cittadini sovrani”.
È stato questo il monito che ha fatto da filo conduttore a ogni singolo intervento dei docenti, professori, dirigenti scolastici intervenuti ai lavori del seminario organizzato mercoledì, 25 ottobre, dall’Università di Calabria, a Cosenza, e dalla Rete nazionale di Scuole del progetto Barbiana 2040, di cui anche Unical fa parte, e dedicato ad approfondire l’attualità della pedagogia di don Milani. Un incontro voluto e progettato da Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia all’Unical, e che ha riempito l’aula con oltre 200 giovani, studenti universitari di Scienze dell’Educazione “giovani matricle con occhi inesperti capaci di emozionare e di farci capire – ha commentato Giulia Costanzo, maestra elementare alla scuola primaria di Lamezia Terme – l’importanza del nostro essere insegnanti. Mi è venuto in mente il mio ingresso nella scuola, fresca di concorso e senza mai un giorno di supplenza… non immaginavo che questo mondo mi avrebbe preso così tanto. E’ stata ancora un’esperienza bellissima e importante che ci ha consentito di seminare qualcosa di buono e di aver offerto gli spunti giusti per una riflessione sul modo di fare scuola. Ne abbiamo tutti bisogno”.
Fra gli interventi (che si possono riascoltare nella registrazione video dell’incontro nel sito barbiana2040.it) tutti hanno sottolineato l’importanza di rimettersi in gioco, a cominciare proprio da quei giovani lì davanti, future leve della classe insegnante, per ridefinire una strategia pedagogica innovativa e capace di cambiare non solo i modelli di istruzione nelle nostre scuole, ma capace di formare cittadini veri, sovrani e protagonisti di un reale cambiamento sociale, contro ingiustizie, disuguaglianze e soprusi.


E in questo senso, Giancarlo Costabile, dopo il forte richiamo a diventare cittadini “liberando le nostre parole”, ha fatto riferimento al proprio contesto di realtà quello della Calabria, soffocata dalla criminalità mafiosa. “C’è anche un’altra parola, parola abusata in Calabria – ha detto Costabile -, una parola che ha tanti mistificatori: antimafia. Sono in tanti coloro che si mettono in bocca la parola antimafia – ha sottolineato Costabile davanti ai giovani studenti, riuniti anche per celebrare il tredicesimo anno del progetto scientifico-didattico Pedagogia dell’Antimafia – facendone uno strumento di potere e non per trasformarlo invece in un grimaldello per mettere in discussione le logiche di sopruso, in atto. Ma come si fa a distinguere i mistificatori da chi le parole le afferma con coraggio, con passione civile? Soltanto quando proviamo a entrare dentro la struttura del linguaggio, quando esercitiamo consapevolezza sulle argomentazioni, quando scendiamo in profondità, quando non ci fermiamo nella ricerca della verità.



In questo senso – ha detto Costabile – c’è un’espressione bellissima di don Milani: “Io provo disprezzo per il giornalismo di superficie. È quel giornalismo che si nutre di “piaggeria verso il potere, che è fatto di inchini al potere nel momento stesso in cui urla di essere parte critica del potere. Per questo per don Milani – ha detto ancora Costabile – la lettura del giornale era un altissimo esercizio di ricerca della verità. Copsì come studiare significa avere la capacità di riconoscere le parole vere”.
L’altro capitolo dei lavori si è concentrato sull’approfondimento e sull’attualità della lezione pedagogica di don Milani. Sono intervenuti al seminario Rossana Adele Rossi, Coordinatrice del Corso di Studio Unificato in Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche dell’Unical, Giulia Costanzo, insegnante dell’Istituto Comprensivo “don Milani” di Lamezia Terme, Rossella Frandina, professoressa di Lettere all’Istituto “Ciliberto-Lucifero” di Crotone, e Rosa Maria Paolo Ferraro, Dirigente dell’Istituto Comprensivo “F. Gullo” di Cosenza.


Il dibattito della tavola rotonda è stato introdotto da Rita Fumagalli, professoressa e dirigente dell’IC di Sorisole (Bg), scuola capofila della Rete Barbiana 2040. Fumagalli ha puntato sul progetto pedagogico e sul lavoro che la Rete nazionale di scuole “Barbiana 2040” sta coltivando nelle scuole e con i loro insegnanti-formatori (oggi sono 15 gli istituti comprensivi che hanno aderito alla Rete, oltre 400 gli insegnanti che seguono i lavori della Rete), promuovendo un pensiero pedagogico comune, la pedagogia di don Milani come pratica di pensiero dentro le scuole attraverso la tecnica della scrittura collettiva. “Oggi  questo Movimento – ha sottolineato Fumagalli – vuole incontrare e sta incontrando dentro le istituzioni scolastiche chi si fa domande sul futuro della scuola, chi vuole ridisegnare il futuro didattico secondo una visione più inclusiva, non classista, e che vuole contrastare ogni tentativo di passatismo, fondato sul rimpianto per “un tempo ancora classista ed escludente”, nel nome di un “merito” che invece respinge, cancella ed emargina invece di costruire un futuro fondato su una nuova partecipazione fatta di corresponsabilità. E per questo cerca risposte”.
Ma che siano risposte “di senso, che possano aiutare e supportare – ha spiegato Fumagalli – questa fase di trasformazione veloce di ogni dimensione della nostra vita sociale e relazionale, in cui dobbiamo confrontarci e recuperare quel senso di scollamento intergenerazionale, di ricerca della massima aderenza fra parola e pensiero, fra parola e realtà senza rinchiudersi o ancorarci ma cercando alleanze in questa lotta”. Che cosa fa la differenza? “La capacità di uscire dalla nostra comfort zone per diventare cittadini veri, consapevoli e capaci di essere protagonisti di trasformazione dei nostri contesti di realtà. Diventare – è la sollecitazione diretta ai giovani studenti – una generazione creativa del cambamento”.

A breve pubblicheremo anche il testo degli interventi di ciascuno relatore al convegno

GUARDA LA REGISTRAZIONE DELL’INCONTRO ALL’UNIVERSITA’ DI CALABRIA A COSENZA IL 25 OTTOBRE 2023

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