La Rete Barbiana 2040 ammessa alla sperimentazione nazionale sulle competenze non cognitive: 16 scuole pronte alla nuova sfida

È con grande soddisfazione che annunciamo l’ammissione del progetto Barbiana 2040 alla sperimentazione nazionale sulle competenze non cognitive e trasversali della Legge 22/2025. Per tutti noi questo passo rappresenta un traguardo e un’occasione preziosa per un riconoscimento del lavoro di questi otto anni di sperimentazione, cinque dei quali in rete, e per il rafforzamento della nostra proposta.

Con il titolo “Barbiana 2040: pratiche di pensiero critico per lo sviluppo delle competenze del vivere” 16 scuole della nostra Rete, rappresentative delle aree nazionali Nord, Centro e Sud, e di tutti gli ordini di scuola, dall’infanzia alla primaria, secondaria di primo e secondo grado, ai CPIA, avranno modo di consolidare e corroborare la pratica dei laboratori di scrittura collettiva nelle classi, attraverso la formazione sul campo dei docenti  e la supervisione qualificata di partner di progetto rappresentati da università, centri di ricerca e di formazione.
L’umile tecnica del fogliolino, ideata da don Lorenzo Milani per dare voce e parola ai figli di contadini e operai del Mugello di settant’anni fa, praticata con spirito di infedeltà, si è dimostrata strumento efficace per affrontare le sfide che la scuola e le istituzioni educative sono chiamate ad affrontare quotidianamente in classe nell’era dell’intelligenza artificiale. Infatti la questione della lingua, e della padronanza della parola, mantiene oggi come allora la stessa carica sovversiva.
Se negli anni ’50 si trattava di rendere effettivo il suffragio universale, offrendo a tutti i cittadini gli strumenti per sviluppare il pensiero critico e il diritto di parola, oggi di fronte al sempre crescente impoverimento e svilimento del linguaggio,  appare altrettanto fondamentale recuperare il valore della parola come espressione di pensiero, come strumento di riconoscimento e di confronto, come mezzo per costruire l’identità della persona nel rapporto con gli altri, per riagganciare alla realtà e alla vita i nativi digitali.
La povertà di parola infatti genera isolamento e povertà di pensiero, riduce le relazioni e acuisce i conflitti e il rancore sociale. Genera abbrutimento.
Ciò vale per i nativi digitali quanto, per i numerosi italiani senza cittadinanza.

Attraverso il laboratorio si dà voce al singolo e al gruppo, si fa emergere il contesto di realtà e si costruisce insieme un pensiero collettivo che si fa parola, aprendo la strada alla ricerca, alla soluzione dei problemi e alla condivisione della conoscenza. Si recupera la dimensione umana del vivere,  e si vive l’accrescimento della persona attraverso le relazioni.
Con questo spirito, a breve verrà siglato l’accordo di Rete tra le 16 scuole, con la collaborazione dei partner che già stanno lavorando con noi sui territori, e potremo lanciarci in un’ulteriore entusiasmante avventura educativa, per un nuovo umanesimo nell’era dell’intelligenza artificiale.

Il nostro grazie a tutti per avere creduto in questa nuova sfida, che diventerà patrimonio comune della nostra Rete.

Sono 16 le scuole della Rete nazionale Barbiana 2040 ammesse alla sperimentazione nazionale per l’introduzione dello sviluppo delle competenze non cognitive e trasversali nei percorsi scolastici (Legge 19 febbraio 2025, n. 22). Il decreto del ministero è stato pubblicato in quest’ultima settimana di luglio (Qui puoi trovare il testo) e ha ammesso complessivamente 443 progetti su 594 presentati (tutti quelli che hanno ottenuto dalla Commissione tecnica del ministero un punteggio uguale o superiore a 50 punti su 100). (Qui l’elenco delle scuole ammesse). Ora restano alcuni altri passaggi da completare.

Il valore del progetto Barbiana 2040
Le 443 proposte di progetto approvate alla fine coinvolgeranno complessivamente 1.169 istituzioni scolastiche: una su sei, un coinvolgimento che il ministero ha definito una sperimentazione fra le più rilevanti di sempre.
Fra queste scuole ci sono anche 16 istituti della Rete nazionale Barbiana 2040.
Si tratta di un traguardo molto importante che riconosce non solo la validità e la portata educativa, ma la qualità didattica e pedagogica del progetto messo in campo dalla Rete.

Tre anni di sperimentazione
Il riconoscimento di innovazione al progetto Barbiana 2040 prevede ora la possibilità per le scuole della Rete di sperimentare, nel prossimo triennio, percorsi educativi e didattici dedicati allo sviluppo di competenze trasversali attraverso lo sviluppo di attività educative e didattiche dedicate alle competenze non cognitive e trasversali secondo quanto previsto dalla legge n. 22 del 2025 e definite come autoconsapevolezza, gestione delle emozioni, capacità relazionali, collaborazione, responsabilità, resilienza e pensiero critico, all’interno della progettazione educativa. In sostanza, accanto agli apprendimenti disciplinari, il ministero punta a valorizzare abilità come la capacità di lavorare in gruppo, la gestione delle difficoltà, la motivazione, il senso di responsabilità e le abilità relazionali, “considerate sempre più rilevanti sia nei percorsi di studio sia nell’inserimento nel mondo del lavoro”.

I prossimi passaggi
Ma il riconoscimento e l’ammissione ora aprono soprattutto la fase operativa vera e propria. Le scuole della Rete Barbiana 2040 si sono già messe al lavoro per consentire agli istituti selezionati di programmare con anticipo le attività da avviare già da settembre. Ma prima ancora, nel caso specifico delle reti di scuole, come per Barbiana 2040, restano almeno altri due passaggi da adempiere: il primo amministrativo, dovrà essere trasmesso al ministero l’Accordo di Rete entro il 30 settembre 2026. Adempimento importante senza il quale decadrà l’autorizzazione per partecipare alla sperimentazione. Il secondo passaggio, invece, riguarda la fase veramente operativa: portare i progetti annunciati nelle attività educative e didattiche concrete. Anche per questo un’altra fase importante sarà quella della formazione dei docenti. 

Il progetto presentato dalle scuole della Rete “Barbiana 2040: pratiche di pensiero critico per lo sviluppo delle competenze del vivere” propone di sviluppare competenze non cognitive e trasversali attraverso laboratori di scrittura collettiva, formazione dei docenti e strumenti digitali. L’esperienza trasforma la classe in una comunità che dialoga, coopera e costruisce significati condivisi, rafforzando ascolto, responsabilità, pensiero critico, inclusione e capacità di argomentazione. Vediamo in sintesi i punti fondanti di questo progetto.

1 – Elementi caratterizzanti
Il progetto mette al centro la scrittura collettiva ispirata al modello Barbiana 2040, integrando formazione dei docenti, laboratori in classe e strumenti digitali. La classe diventa una comunità che dialoga, coopera, gestisce i conflitti e costruisce insieme significati, sviluppando competenze per la vita.

2 – Destinatari
Sono coinvolti docenti e classi della scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado e CPIA. Le classi vengono individuate sulla base dell’adesione dei team docenti e dei bisogni formativi, con particolare attenzione a partecipazione, dialogo, inclusione e difficoltà comunicative.

3 – Competenze che si intendono sviluppare
Il percorso punta a rafforzare partecipazione e responsabilità, ascolto, dialogo, collaborazione e negoziazione, regolazione emotiva, pensiero critico e metacognizione, capacità di argomentare e assumere decisioni condivise. Sono previste modalità inclusive per studenti con disabilità e BES.

4 – Modalità di integrazione
Le attività entrano nel curricolo e attraversano tutte le discipline: dalla lingua alle scienze, dall’arte alla musica, fino all’educazione motoria e civica. La scrittura collettiva diventa uno strumento interdisciplinare per elaborare contenuti, argomentare, cooperare e promuovere cittadinanza attiva.

5 – Monitoraggio dei risultati
Il monitoraggio, in itinere e finale, combina osservazioni, raccolta di evidenze, documentazione dei processi e analisi dei prodotti. La valutazione considera competenze, clima di classe, partecipazione e successo formativo; la rendicontazione integra dati qualitativi e quantitativi, verificando anche l’impatto su conflitti, difficoltà comunicative e rischio di dispersione.

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