
Accogliere
La Lettera è indirizzata ad una professoressa. Il ragazzo non incontra “la scuola”, incontra un insegnante, una persona che stabilisce una relazione con lui. Che tipo di relazione? Sono in gioco due possibilità. Una è legata alla corrispondenza tra le attese dell’insegnante e la risposta alle attese. Si tratta di una accettazione “condizionata”. Quando il ragazzo non corrisponde a queste attese, quando non rientra negli standard a lui richiesti, nasce la selezione. La bocciatura è l’ultimo atto di un percorso di umiliazione, di dolore.
“Ma per chi lo fate? Che ve ne viene a rendere la scuola odiosa e a buttar Gianni per la strada?”
“Anzi è proprio per il bene del ragazzo stesso. Non dimentichiamo che si tratta di alunni alle soglie della Scuola Superiore” disse pomposamente il preside di una scuoletta di campagna.”
L’altra è di accogliere il ragazzo così come è, per quello che è. Questo è l’unico modo per aiutarlo a diventare quello che potrà essere, grazie alla cura che sapremo dedicargli. Si tratta di una accoglienza incondizionata. “Il maestro dà al ragazzo tutto quello che crede, ama, spera. Il ragazzo crescendo ci aggiunge qualcosa e così l’umanità va avanti.” Questo tipo di accoglienza porta a rivedere l’intera organizzazione della scuola.
Motivare
Perché studiare? Come tutti gli insegnanti sanno, la motivazione è un problema cruciale. Molte volte per ottenere questo scopo si fa leva sulla competizione, si ricorre ai voti, si lega il successo negli studi al successo nella carriera, si cerca qualcosa che risulti appagante. La logica di Barbiana capovolge questo schema. Si studia per diventare cittadini, e si è cittadini quando si possiede la capacità critica e la lingua per esprimere le proprie idee, e quando si mette la propria competenza al servizio degli altri.
La scuola di Barbiana è la scuola dell’I Care.
“Il sapere serve solo per darlo”. C’è una pagina nella quale i ragazzi di Barbiana parlano di due tipi di scuola, che chiamano: “Scuola del Servizio Sociale ” e Scuola del Servizio dell’Io”. In maniera certamente provocatoria viene però detto che siamo di fronte a due opposti modi di intendere la scuola e di prepararsi ad esercitare una professione. Quando parliamo di ‘orientamento’ siamo portati a proporlo in termini di utilità e di opportunità e, quando va bene, di corrispondenza ai talenti che uno possiede. Ma c’è un orientamento più profondo, che riguarda il senso stesso dell’apprendimento. E il bivio che Barbiana pone è tra una concezione individualistica e una solidale.
Il senso della Scuola
Possiamo parlare di Barbiana come di una scuola alternativa. La scuola nasce dall’incontro con ragazzi scartati. È lo sguardo amorevole che fa nascere la risposta, e la scuola è lo strumento per accogliere veramente il bisogno di ciascuno. Guardando i ragazzi, con empatia e compassione, si è guardato anche alla loro storia di insuccesso, e così si è risaliti alla scuola che li ha respinti, agli insegnanti che li hanno bocciati. Incontrare i ragazzi è stato incontrare, anche, il fallimento di una scuola così.
“Così è nato il primo incontro con voi. Attraverso la scuola che non volete. L’abbiamo visto anche noi che con loro la scuola diventa più difficile. Qualche volta viene la tentazione di levarseli di torno. Ma se si perde loro, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati.”
Barbiana è il laboratorio di una scuola diversa, e funziona. Barbiana sa come si deve fare. Ecco le tre riforme radicali che vengono proposte:
“Perché il sogno dell’eguaglianza non resti un sogno vi proponiamo tre riforme:
I. Non bocciare
II. A quelli che sembrano cretini dargli la scuola a tempo pieno
III. Agli svogliati basta dargli uno scopo
La leadership di cui c’è bisogno
All’interno di questo quadro di riferimento, ci interroghiamo sulla leadership, e sulla leadership scolastica. Ci chiediamo: quale modello organizzativo è maggiormente coerente con il valore che attribuiamo alla centralità dello studente, e più capace di rispondere ai suoi bisogni e ai desideri?




