
Prosegue il laboratorio di scrittura collettiva e il secondo incontro al liceo Serpieri di Rimini, prevedeva di arrivare gradualmente all’apice del processo che regola l’aderenza tra parola e pensiero: la scrittura.
Parliamo di una elaborazione scritta generata come prodotto collettivo di senso compiuto, per restituire totale identità, al gruppo che lo partorisce.
Gran parte del tempo, sabato 14 marzo, è stato dedicato ad introdurre gli studenti alla lavorazione dei fogliolini inseriti come malta sul file digitale, ripartito secondo temi diversi e implementabili. Tale lavorazione e rimaneggiamento degli stessi, come sfoglia tra la farina ed il lievito, presuppone una sorta di ruminazione profonda dei contenuti, delle proposizioni e delle singole parole.
Per don Milani infatti, nessuna briciola del percorso logico e dialettico va perduta ed eliminata in quanto foriera di nuovi percorsi e sentieri conoscitivi. Infatti, anche una microscopicamente semplice fissata sul fogliolino, può diventare punto sorgivo di un atteso imprevisto, riconosciuta e valorizzata come emanazione della dignità assoluta e irripetibile di ogni singolo.
Così siamo partiti proprio dal paragrafo finale che titolava “briciole”, alla ricerca della cultura informale e del contesto di realtà, dei giovani della seconda L.
Cominciando l’indagine dei contenuti e dei concetti, abbiamo svolto una vera e propria azione simile all’arte di sparigliare le carte, quando si scompagina il gioco, si rompono gli equilibri, generando sorpresa e apprendimento a cascata.


Man mano che il discorso ed il lavoro procedeva, ho vissuto quella sensazione di benessere nel godere lo spettacolo che si apre nel cielo azzurro, quando lo sguardo percorre la traiettoria dei cirri bianchi e luminosi che cambiano forma, a seconda dei vento, delle correnti e delle turbolenze dell’atmosfera che le modella e che le scompiglia.
E poi rigagnoli, falde acquifere sotterranee a gogo tra i pensieri e le parole!
Sicuramente trovare ancora una volta questi studenti inchiodati e calamitati nell’attenzione al processo che si snodava, ha rappresentato il valore aggiunto del senso del laboratorio. Mi è parso molto interessante osservare i rischi entro cui qualificare tali briciole e segnalarli a tutti noi:
1. Faticare a riconoscere il valore essenziale di alcune percezioni ed esigenze che costituiscono priorità assoluta
2. Squalificare del tutto l’importanza assoluta del pensiero individuale, come espressione dell’intera collettività e società in cui viviamo.
Tra le briciole ad esempio, campeggiavano temi come quello identitario legato alla dialettica io- noi, oppure quello delle relazioni, di cui abbiamo una mancanza così forte da trovar fatica nel portarlo in superficie e che su richiesta dei ragazzi, è andato a contrassegnare il titolo di un nuovo paragrafo.


Il racconto dei ragazzi ha reso molto fluida l’interazione tra loro e me in funzione di regista e ha portato alla luce l’urgenza di raccogliere le loro istanze e il loro grido di aiuto.
Intorno alla parola confusione, appena accennata, in modo furtivo all’interno di un fogliolino, si è scatenato un intenso dialogo. E la confusione senza precedenti specificazioni, si è rivelata specchio del disagio e del malessere che sottrae ai giovani desiderio, felicità, futuro.
Per gli studenti della seconda L la confusione equivale e si stabilizza intorno ai seguenti fattori:
– sovraccarico di responsabilità
– delle aspettative rispetto alla loro crescita
– necessità impellente di cambiamento
– fatica a distinguere cosa sia giusto e cosa sbagliato
– moltiplicazione di pensieri e domande che non trovano risposta
– contrasto di emozioni intermittenti
– agitazione e velocità del mondo esterno.


La parte finale del laboratorio si è svolta mediante il lavoro intorno a una specifica parola, da parte di quattro gruppi di studenti.
Lo studio, la lavorazione dei fogliolini, uniti all’invito di implementare o di introdurre quanto avrebbero voluto affermare nel loro testo collettivo, si è svolta intorno alle seguenti parole:
Futuro
Felicità
Fallimento
Finanze
Tutti i docenti presenti, sono rimasti stupiti, quando l’ultimo gruppo attraverso il suo portavoce, ha proposto di sostituire la parola finanze con la parola frustrazione, per svolgere il proprio lavoro. Sicuramente tra le considerazioni più significative emerse durante la formazione docenti, emerge quanto i laboratori di scrittura collettiva secondo il Progetto Barbiana 2040 siano a misura e a salvaguardia della professione docente, come viaggio verso nuove professionalità aperte al futuro.








