In Argentina, alla don Milani, la burocrazia nega la scuola ai più fragili e impone l’esclusione

Quella che abbiamo voluto pubblicare, qui sotto, è una lettera che arriva dalla scuola don Milani di Rafaela, Santa Fe, Argentina gestita dall’Associazione Civile Barbiana. E’ una lettera di denuncia e di protesta, è una lettera di testimonianza e di proposta, ma che vuole contestare apertamente una decisione amministrativa ritenuta miope e distante dalla realtà sociale, e mette in evidenza la contraddizione tra i dati ufficiali sull’esclusione giovanile e il diniego all’apertura della scuola.
La lettera che pubblichiamo racconta di una frattura profonda tra burocrazia e realtà sociale. Da un lato il diniego amministrativo all’apertura di una scuola secondaria agro-ambientale, motivato dall’assenza di una “domanda insoddisfatta”; dall’altro una città segnata da dispersione scolastica, disoccupazione giovanile e abbandoni precoci, certificati dai dati ufficiali. L’Associazione Civile Barbiana, attiva da sedici anni nei quartieri popolari, rivendica una pedagogia fondata sulla corresponsabilità, sull’apprendere facendo e sulla convinzione che nessun giovane sia irrecuperabile. Nel solco dell’eredità di don Milani, la lettera denuncia un sistema che favorisce i forti ed esclude i fragili, e rilancia una sfida educativa concreta: offrire ai giovani respinti dalla scuola formale un luogo di senso, di apprendimento e di futuro. Nonostante il rifiuto, l’associazione continua a lottare perché il progetto possa partire nel 2026. E la nostra Rete Barbiana 2040 appoggia in ogni iniziativa questa battaglia per la realizzazione del progetto di una nuova scuola.

Ecco di seguito il testo della lettera tradotta in italiano. In fondo è possibile scaricare la versione originale in lingua argentina della lettera.


Notizie dall’Argentina
Da Rafaela, Santa Fe, Argentina, l’Associazione Civile Barbiana, organizzazione con 16 anni di attività ininterrotta nella città, impegnata nel lavoro con bambine, bambini, adolescenti e giovani dei settori popolari, rende pubblica la recente decisione di diniego da parte della Direzione Provinciale dell’Istruzione Privata di Santa Fe per l’apertura della propria Scuola Secondaria a indirizzo Agro e Ambiente.
Il rifiuto si fonda sulla mancata constatazione di una domanda educativa insoddisfatta nel territorio, un criterio amministrativo che, secondo l’ONG, ignora la complessa realtà di esclusione educativa vissuta dalla gioventù rafaelina.

Una storia di impegno e resilienza
L’Associacion Barbiana a Rafaela Santa Fe fonda il proprio operato su due premesse di profonda fiducia pedagogica:
la prima, «L’uomo è ciò che fa, con ciò che è stato fatto di lui» (Sartre), che implica una ferma convinzione nella capacità di trasformazione del soggetto, indipendentemente dalla sua storia di vita;
la seconda, l’apprendere facendo, attraverso l’integrazione tra pratica e teoria.
L’organizzazione, la cui prima generazione di educatori era composta da adulti resilienti alle violazioni dei diritti, si definisce attraverso uno sguardo di corresponsabilità e il principio «Io sono perché noi siamo», frase che decora i muri della storica scuola Barbiana.
In questa visione di corresponsabilità si colloca l’eredità di Alberto Morlachetti, il quale affermava: «Abbiamo creduto che non esistesse alcun bambino irrecuperabile, ma solo circostanze umane che provocano abbandoni o che tolgono senso alla vita» (riferimento nazionale).

Dal 2009 L’Associacion Barbiana Rafaela è una Skolé (ozio o tempo libero), nel suo significato greco originario: uno spazio protetto di un ettaro, a contatto con la natura, dedicato all’apprendimento di gruppo e al rafforzamento delle capacità personali dei giovani che la scuola formale tende a respingere.

La prova dell’esclusione: la realtà di Rafaela
La richiesta di Barbiana di istituire una scuola secondaria nasce da una domanda sociale urgente, confermata dalle statistiche locali:

  • Giovani e disoccupazione: il Rilevamento Socioeconomico 2022 dell’ICEDeL indica che il 64,2% della popolazione disoccupata è giovane e che il 35,8% non ha completato il livello di istruzione secondaria.
  • Ripetenze allarmanti: la delegata della Regione Educativa III, prof.ssa Delia Colussi, ha segnalato che circa il 70% degli studenti che avrebbero dovuto sostenere esami di recupero nel 2024 ha ripetuto l’anno (Colussi, 2025).
  • Abbandono iniziale: nel novembre 2025, su 1.372 studenti che hanno concluso la settima classe, 224 adolescenti (16,33%) non si sono iscritti alla scuola secondaria, un dato che l’ONG interpreta come la scelta di non affrontare il percorso della scuola superiore, ormai privo di speranza.


L’eredità di Milani di fronte alla burocrazia
Il diniego amministrativo contrasta con il modello della Scuola Popolare di Barbiana di don Lorenzo Milani (suo fondatore), che critica con decisione le scuole che favoriscono i bambini e le bambine delle classi privilegiate e respingono i più deboli (Guichot Reina, 2008).

La fondatrice dell’ONG, prof.ssa Ana Santucci, ha spiegato che la scelta del nome Barbiana rimanda non solo al luogo visitato in Italia, oggi museo e spazio di apprendimento accogliente e “magico”, ma anche all’aggettivo barbián/barbiana: disinvolto, fiero, audace, così come l’organizzazione vede i propri giovani.

Nonostante il parere negativo e pur disponendo di un progetto pedagogico, di un’équipe docente e di un terreno e di un edificio di proprietà, l’Associazione Civile Barbiana prosegue le pratiche per l’approvazione della propria scuola secondaria, confidando in un “miracolo amministrativo” natalizio che permetta alla comunità educativa di avviare il progetto nel 2026.

Comunità della Scuola Barbiana d’Argentina

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