
Abbiamo deciso di trascorrere del tempo con i bambini della classe 2D della scuola primaria, per svolgere insieme un laboratorio di scrittura collettiva insieme alla nostra maestra Anna Lorenzi perché alcuni di noi, sono stati suoi ex alunni.
Avevamo alcune fotografie insieme ai nostri fratelli e sorelle e quindi siamo partiti con il dialogo sul rapporto in casa con loro.
La discussione si è svolta interrogandoci a vicenda sui nostri desideri: essere primogeniti, ultimogeniti o fratelli di mezzo. Abbiamo anche chiesto ai figli unici che tipologia di fratello o sorella, avrebbero voluto avere.
Non potevamo che finire a discutere dei litigi tra fratelli, che normalmente a noi appaiono come cose negative.
Abbiamo imparato però, dialogando insieme, che il litigio sia con fratelli maggiori che minori, serve per conoscersi meglio e capire il lato migliore o peggiore dell’altra persona.
Serve anche per risolvere problemi come trovare una via di mezzo, non per avere sempre ragione, ma anche e soprattutto per stare meglio, valorizzando l’altro.

Ci siamo scambiati alcuni consigli per fare pace:
1 – condividere i pensieri e le scelte, le parole, oppure gli oggetti, ad esempio i giocattoli o le merende;
2 – non essere gelosi;
3 – chiedere come si sente l’altro, anche dentro un litigio furibondo;
4 – chiedere all’altro il motivo della rabbia, può aiutare a svuotarsi la mente.
Alcuni di noi si sono accorti durante la discussione, di non litigare da tempo.
I motivi sono legati al fatto che i fratelli talvolta sono grandi, oppure si stanno dedicando ad altro e non si trascorre più molto tempo insieme.
In ogni litigio infatti, c’è sempre amore insieme alla tristezza, perché si litiga davvero, solo quando c’è molta familiarità ed uno stretto legame che non viene meno con il litigio.
Durante il laboratorio stesso, due bambine hanno cominciato a litigare perché volevano produrre lo stesso disegno, su uno stesso foglio, ma una delle due voleva dividerlo, mentre l’altra insisteva nel voler farlo insieme.

Vedendo il desiderio dell’altra, è stato bello vedere che alla fine, la prima ha accettato la proposta e così hanno continuato, soddisfatte, il loro disegno insieme.
Si può far pace, anche sacrificandosi per l’altro e andando incontro al suo desiderio.
Si può imparare anche quando litighiamo in modo eccessivo e allontaniamo l’altro dalla nostra attenzione.
Per perdonarsi, veramente però, bisogna parlarsi, oppure fare pace con un solo sorriso, ha affermato una bimba di seconda elementare.
Esiste anche la paura di litigare, soprattutto se usiamo le mani, ma significa che viviamo una relazione falsa. Infatti, abbiamo verificato che un litigio ci unisce e ci rafforza.
Il telefono per esempio, procura molti litigi, perché molte volte viene usato male, senza che noi ne conosciamo le conseguenze.
Alcuni di noi sono felici, quando non litigano, però abbiamo capito che litigare fa parte della nostra quotidianità.
Qui sotto i due lavori di carattere scientifico che gli studenti hanno scritto attraverso i laboratori di scrittura collettiva: un primo testo sulla poesia “I due fanciulli” di Giovanni Pascoli; e un secondo lavoro sulla teoria genetica di Mendel: “Le somigianze ereditarie”




