Accogliere, motivare, agire. Ripartire da Barbiana: la lezione di don Milani ai dirigenti scolastici

Proposta da Alberto Ardizzone e Francesca Panzica (persone di scuola e volontari della Fondazione Don Lorenzo Milani), si è svolta una giornata di riflessione e di visita a Barbiana per una cinquantina di Dirigenti Scolastici provenienti da tutta Italia, interessati a ritornare alle fonti, a riflettere e a condividere il pensiero di Don Lorenzo e a condividere l’attualità della scuola di Barbiana nella situazione odierna.
Al mattino presso l’auditorium della scuola di Vicchio si è avuto un seminario con i contributi dei professori Italo Fiorin e Piercesare Rivoltella. Al termine della mattina insieme si è saliti a Barbiana dove, dopo una presentazione di Agostino Burberi, Presidente della Fondazione ed uno dei primi sei alunni di don Milani, si è visitata la casa/scuola con la guida di volontarie della Fondazione.

E’ stato un forte momento di condivisione, anche con Fiorella Tagliaferri, ex alunna del priore, e soprattutto di stimolo reciproco all’impegno da parte dei Dirigenti Scolastici a proporre il pensiero e le idee di scuola di don Milani nelle proprie realtà.
Al mattino il prof. Rivoltella ha proposto una riflessione sulla pedagogia della risonanza di Hartmut Rosa facendo un parallelismo con don Milani: Rosa oppone e contrappone il concetto di risonanza al concetto di alienazione nella scuola.

Spiega Rivoltella: “Che differenza c’è tra l’alienazione e la risonanza? La differenza è che l’alienazione è un rapporto con il mondo e con gli altri in cui il mondo e gli altri restano muti, non mi rispondono, laddove invece la risonanza è un rapporto con il mondo e con gli altri in cui il mondo e gli altri mi rispondono, risuonano. Questi due concetti, alienazione e risonanza, Rosa li applica alla scuola. Dice ci può essere una scuola che aliena e ci può essere una scuola che risuona. Quando la scuola aliena gli altri, gli studenti, non mi rispondono e non mi rispondono perché in fondo nemmeno io rispondo a loro. C’è una relazione che rimane muta nella scuola che aliena; invece la scuola che risuona è una scuola in cui c’è responsività, c’è una relazione di responsività tra lo studente e gli allievi”.

L’intervento di Pierpaolo Maini al seminario dirigenti di Vicchio


Nella conferenza del 1962 a Vicchio tra don Milani ed i direttori didattici ad domanda sul suo modo di insegnare risponde “Mi avete chiesto di dirvi come si fa a fare scuola a queste determinate persone che ho davanti e ve l’ho detto; discorsi teorici non mi interessano. Io ho queste persone davanti: cos’è il loro bene e cosa posso fare per loro? Il massimo d’istruzione, il massimo di capacità umana, di linguaggi, di possedimento ed il mezzo di espressione da poter intendere il più possibile, da poter spiegare il più possibile. Per fare questo vi ho detto il trucco: cioè li faccio vibrare dalla mattina alla sera di questa passione missionaria“.

«Potranno vibrare di tutto ciò che fa noi vibrare». In Esperienze pastorali, don Lorenzo Milani affida a queste parole il senso di una scuola capace di risvegliare la sete di conoscenza, aprendo all’incontro con gli altri e con la Parola.
Da qui si è avviata una riflessione su come far vibrare i nostri alunni e come a sua volta i Dirigenti Scolastici possono far vibrare il proprio personale e la comunità scolastica.
Italo Fiorin ha suggerito di ridare importanza al PTOF della propria scuola, centrando la mission della scuola sui 3 verbi: Accogliere, Motivare e Agire. Su ogni verbo ha dato piste di riflessione in collegamento con la scuola di Barbiana.
Nel dibattito che ne è seguito, in quanto già dirigente dell’IC “Carducci” di Dalmine, ho presentato l’esperienza della Rete Barbiana 2040, spiegando sia la nascita sia gli sviluppi successivi, dando riferimenti alle scuole che volessero aderire e soprattutto sottolineando come le vibrazioni di don Milani hanno coinvolto tutti coloro che negli anni, partendo anche da visite a Barbiana o da incontri con ex allievi, sentono l’urgenza di rimettere al centro della didattica attività di scrittura collettiva e rendere gli alunni protagonisti del proprio sapere.

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