Ciascuno è utile e importante: il valore del tempo, l’unità d’intenti e l’aula alternativa / 8

Grazie a Erasmus+, lo job shadowing vissuto a Salamanca ci ha permesso di vedere l’attuazione del Modello Sistemico Costruttivista focalizzato su terapie brevi improntate sulla soluzione che offre una visione non patologizzante del problema, ma si orienta al cambiamento, concentrandosi sulle risorse e sulle soluzioni. L’educatore, il docente è co-costruttore del cambiamento, non esperto che “corregge”.

A chi è rivolta:

  • Chi vuole studiare cicli di formazione di livello intermedio o superiore.
  • Chi vuole seguire i moduli di Formazione Professionale di Base.
  • Che hanno difficoltà particolari nell’ottenere l’ESO, sia perché:
    • Fallimento scolastico,
    • La loro situazione personale e/o familiare (possono provenire dal mondo rurale o da settori socialmente esclusi delle nostre città)
    • And so on
  • Che provengono da famiglie con poche risorse economiche o sono immigrati da paesi del Terzo Mondo
  • Che stanno conducendo altri studi e potrebbero aver bisogno di questa casa.
  • Che devono rispettare le misure imposte dalla giustizia.
  • Che sono sotto la tutela e/o tutela della Junta de Castiglia y León a causa di un fascicolo di protezione dei minori.


Come si programma?
Quando si programma le diverse attività, si tengono in considerazione i comportamenti (l’obiettivo è raggiungere abitudini sane che facilitino l’evoluzione personale), i pensieri (si cerca di arricchire le capacità intellettuali dei nostri giovani attraverso informazioni, viaggi, giornali, domande e supporto nei loro studi) e i sentimenti (si cerca di amare i bambini in modo altruista affinché il compito educativo non sia un peso; in questo senso, l’efficacia deriva dall’affettività).
Importante e significativa è l’unità d’intenti tra tutte le figure educative, docenti ed educatori. La squadra a Salamanca è composta da un team multidisciplinare composto da 40 professionisti: pedagoghi, educatori e caregiver, insegnanti, psicologi, educatori sociali, assistenti sociali, supervisori di workshop e altro personale di servizio (cucina, pulizia, manutenzione e amministrazione).
Il lavoro di squadra è essenziale, per evitare squalifiche davanti ai ragazzi ed evitare messaggi contradditori.

Il valore del tempo
Tempo non solo scolastico ma tempo verticale, ovvero il tempo della giornata che intreccia tutte le attività. Questo genera una relazione profonda costruendo maggiore confidenza a discapito di una distanza poco efficace: essere esageratamente e sproporzionatamente generosi! In questa prospettiva le attività verticalizzate hanno un potenziale enorme in cui ciascuno è chiamato a guardare al proprio “essere” e non ai risultati.

Come avviene l’apprendimento
Il Centro ha sempre mantenuto un impegno verso l’innovazione educativa tra i suoi obiettivi di riferimento. Per questo motivo, alcune delle seguenti tecniche di apprendimento sono state applicate da diversi anni:

  • Apprendimento cooperativo: consiste nell’organizzare le attività in classe in modo che gli studenti lavorino in gruppo per raggiungere obiettivi comuni, assumendosi la responsabilità del proprio lavoro e assumendo responsabilità verso gli altri membri del team.
  • Apprendimento al servizio: È una proposta educativa che combina processi di apprendimento e servizio alla comunità in un unico progetto ben articolato, in cui i partecipanti apprendono lavorando sui reali bisogni dell’ambiente per migliorarlo. Lo studente acquisisce conoscenze, competenze, atteggiamenti e valori.
  • Apprendimento basato su progetti: consiste nell’esecuzione di una serie di compiti pianificati dotati delle risorse necessarie, il cui obiettivo è rispondere a un caso specifico. È un metodo simile al Service Learning, con l’unica differenza che quest’ultimo offre un servizio alla comunità.

Diversi progetti sono in fase di sviluppo presso il Centro su cui si stanno sviluppando queste nuove metodologie. Ogni insegnante include nella programmazione della propria materia il modo in cui collaborerà con il progetto e stabilisce le competenze che devono essere coperte a livello curriculare. Registrerà anche il modo in cui vengono valutati.
Questa scuola è un progetto eco-sociale. Combina l’impegno verso i “meno menosi”, i socialmente esclusi, i bambini protetti o quelli espulsi dalla scuola, con la protezione del pianeta.

Tutto ciò guida il talento dei nostri studenti. Permette loro di sapere in ogni momento cosa stanno studiando. Se studiano solo pensando a un futuro ipotetico, li infantilizziamo, il loro contributo è già utile fin da giovani. Risvegliare la coscienza della persona: passare dall’essere un oggetto a far parte del gruppo. Devono essere protagonisti della scuola per usare le conoscenze acquisite ogni giorno per migliorare la società. Progetti reali che migliorano l’ambiente e la vita di chi li circonda. Crea coesione sociale e motiva l’apprendimento degli studenti.
Per questo motivo è presente nel curriculum e conta almeno il cinquanta percento del voto in tutti i moduli e livelli. Permette il lavoro cooperativo, tramite progetti, scopre intelligenze multiple, creatività, migliora l’autostima, la tolleranza alla frustrazione e li fa sentire utili.


Gli studenti svolgono le seguenti attività durante il loro percorso di formazione:

  • Partecipazione alla fase di progetto.
  • Costruzione delle strutture necessarie.
  • Gestione della fauna selvatica.
  • Adattamento e manutenzione delle strutture.
  • Paesaggistica e paesaggistica.
  • Conservazione e miglioramento degli spazi verdi.
  • Sviluppo di attività di educazione ambientale.
  • Riconoscimento e identificazione di fauna e flora.

Significativa è l’aula alternativa: costruire un futuro a partire da un lavoro concreto. Questo significa crescere attraverso l’esperienza dell’I-Care dove la creatività è il potere di connettere chi sembra disconnesso. Attuare questo significa tenere sempre la porta aperta…
L’educazione non formale permette di far emergere il desiderio di educazione e diventa lo strumento che permette di essere chi siamo, lavorare sulle emozioni che i sogni distillano quando vivi con questi veri ragazzi e sull’umiltà di affrontare insieme il nostro destino, in situazioni diverse. Anche se può sembrare contraddittorio dobbiamo prima accettarci, amarci e sentirci amati così come siamo.


I vantaggi che abbiamo osservato in questo Modello sono evidenti:

  • Così come si esprime che dal momento in cui entri in contatto con un cliente, se sei un paziente si dice che tutto è terapeutico, noi diciamo che, una volta che hai avuto contatto con il bambino, tutto è educativo
  • Partiamo dal principio che tutti i bambini hanno qualcosa di positivo e una moltitudine di risorse. Lavorare sul positivo tra e con gli alunni, tra i docenti, tra e con i genitori significa coltivare un terreno dalla quale germoglierà il miracolo educativo.
  • Comporta essere rispettosi, ma non lasciare che il bambino la faccia franca. L’educatore deve adattarsi alla postura del bambino, al suo livello di linguaggio e deve cercare di non entrare in opposizione, cercando sempre di avere un buon rapporto di vicinanza, ma ciò non significa mettersi allo stesso livello e non sapere cosa corrisponde a ciascuno. Le regole sono stabilite dagli educatori che ascoltano i bambini e questa è una delle loro responsabilità, far sì che le regole servano i bambini, non il contrario. “Autorità” non deve andare persa.
  • Evita molte situazioni di violenza rispetto ad altri metodi in cui la comunicazione corretta non è così attenta.
  • Permette un trattamento più individualizzato, poiché tutte le soluzioni proposte sono orientate a ciò che funziona meglio per ogni bambino specifico.
  • Permette al bambino di comprendere di più perché cerca di rispettare la sua scala di valori e di non giudicare ciò che per lui è più o meno importante, anche se è inteso ad aprire aspettative e punti di vista
  • Facilita il lavoro di squadra, che è essenziale, evitando squalifiche davanti ai bambini ed evitando messaggi contraddittori.
  • Ti permette di fissare sanzioni che poi possono essere rispettate e che sono appropriate alla colpa, oppure di non metterle e pensare che sia meglio commettere un errore insieme piuttosto che farlo bene separatamente.
  • Evita blocchi di comunicazione con i bambini.
  • Si parte da una base di lavoro senza troppe informazioni pregresse, che da un lato ci permette di agire senza troppi pregiudizi e facilita il ricominciare senza etichette che portano a profezie autoavveranti, aiutando anche a rendere il bambino responsabile della sovranità della propria vita affinché non giustifichi le sue azioni incolpando il sistema e/o l’ingiustizia sociale. che non abbiamo mai negato, né negheremo che esista (ma è più difficile cambiare la società della nostra posizione su di essa).
  • Si cercano i cambiamenti più economici o semplici, così è più facile formare gli educatori a lavorare al livello dei comportamenti e delle conoscenze. Il livello di sentimenti e affetto verso i bambini dovrebbe essere qualcosa di spontaneo e non forzato.
  • Ci permette di giudicare i fatti e non le persone.
  • Gli atteggiamenti e i comportamenti negativi dovrebbero essere esternalizzati, mentre i successi dovrebbero essere attribuiti ai bambini.

8 – Continua
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