
Un incontro dirompente, effervescente, entusiasta, quello tra le due classi seconde della stessa sezione una ubicata a Sorisole a 6 km da Bergamo e qualche chilometro oltre lo stadio – come ha spiegato la professoressa Romina Lecchi appena iniziato il collegamento -, e l’altra ubicata poco lontano, a Capriate e non distante dal casello autostradale.
Avrebbero dovuto propriamente scambiarsi alcuni punti di vista sull’esperienza del laboratorio di scrittura collettiva con le sue necessarie peculiari caratteristiche di diversità, nei rispettivi istituti.
Ma invece, si è trattato di uno scambio libero, spontaneo e vivace quello realizzato online il discorso 6 maggio e che ha permesso a noi docenti, di gustare le competenze acquisite e le alte motivazioni del lavoro, dei nostri ragazzi. Persino alcuni studenti da poco arrivati in Italia non hanno lesinato di partecipare in diretta, correndo a posizionarsi davanti alla videocamera del PC per essere visibili. E se da Capriate sono fortissimi “artigiani provetti e piccoli scienziati”, da Sorisole i ragazzi avevano voglia di raccontare la loro esperienza anche accanto ai bimbi della scuola primaria o addirittura accanto ai propri genitori, durante i laboratori vissuti in classe.


La discussione tra loro si è svolta in modo ordinato e serio, in un ascolto che ha fatto sobbalzare sia me che Romina. Si sono confidati difficoltà, la tendenza a fare caos, ma anche le impressioni dell’inizio, quando per qualche neo arrivato in Italia, il laboratorio sembrava una faccenda oziosa e poco importante. A Capriate hanno lavorato intorno ad alcune parole scelte: vita, passione, collaborazione. Ma l’interazione ha sottolineato e messo in luce in modo marcato l’importanza dello studio, della cultura, della partecipazione e collaborazione a scuola come ha insegnato anche la ex allieva di don Milani Fiorella Tagliaferri, con cui gli studenti di Sorisole si sono potuti confrontare.
Si legge sui fogliolini: “Oggi ci siamo collegati e incontrati con una meravigliosa classe che condivideva con noi la stessa passione in comune: la scrittura collettiva. All’inizio ci siamo presentati, con improvvisazioni e siamo rimasti tutti sorpresi di aver saputo parlare in modo corretto ed elegante, senza aver fatto prove dal primo all’ultimo fino a coloro che fanno più fatica a parlare, perché neoarrivati in Italia”.

I fili invisibili che hanno intrecciato le due classi a distanza, sono risultati ancora una volta quelle abilità sociali, soft skills che hanno permesso loro di raccontarsi e raccontare come questi laboratori aiutano a sviluppare pensiero, a conoscersi, ad aiutarsi, a produrre un testo collettivo. I quesiti tra loro andavano anche implicitamente nella direzione del desiderio che tutti i loro docenti anche quelli di materie diverse da italiano e matematica, possano partecipare a questa avventura in un coinvolgimento attivo, magari derivato dal loro stesso entusiasmo.
Un gemellaggio riuscito che ora attende solo l’occasione dell’incontro faccia a faccia.




