
Qualche giorno fa ho assegnato, tra le altre tracce da sviluppare, un tema dal seguente titolo:
“Il laboratorio di pensiero e scrittura collettiva ti accompagna con accenti sempre nuovi: arrivano docenti, arrivano genitori, presto scriveremo anche online con classi di altre scuole, oppure con i piccoli della scuola primaria. Come si stanno sviluppando il tuo pensiero e la tua personalità? Non dimenticarti di illustrare anche le tue aspettative e i tuoi desideri su modalità nuove ed argomenti che vorresti esplorare”.
Di seguito riporto lo svolgimento di un allievo di seconda media:
“Secondo me il laboratorio diventa sempre più intenso e imprevedibile perché incontriamo tantissime persone importanti, scuole con ragazzi più grandi e persone molto vicine a don Milani che possono avvicinarci sempre più al suo pensiero. Abbiamo parlato con una sua allieva e le sue parole per me, sono state come trovare i diamanti.
Le parole della signora Fiorella Tagliaferri sono state fenomenali, erano così profonde che mi è venuta voglia di fare scrittura collettiva per tutto il giorno. In questo tempo non solo il laboratorio di scrittura è più bello, ma mi ha fatto anche comprendere quanto sia importante, tant’è che pure i professori del liceo di Rimini vogliono sperimentarlo. Questo mi ha dato anche un po’ di soddisfazione, perché sapere che una cosa che a me piace molto la vogliano scoprire altre persone per praticarla con i propri alunni – visto che la scrittura collettiva ti può cambiare totalmente – mi ha fatto scoprire un lato di me stesso che nemmeno io conoscevo e mi convince sul bene ed importanza delle persone altrui.
Mi fa felice anche che questo progetto lo pratico fin da quando ero piccolo e mi accorgo che ogni anno mi ha cambiato di più. Non vedo l’ora che arrivino i bambini della scuola primaria per vedere come anche loro lo praticano e come collaborano, perché quando si è piccoli collaborare non è facile o almeno per me non lo era. Voglio anche scoprire il modo con cui ragionano, come pensano alle persone, alle circostanze, ai fatti di attualità, o come pensano ai bisognosi. Dopo così tanti incontri, vorrei che chi è venuto a provare questa esperienza scrivesse un libro e poi ce lo mandasse, per vedere quanto è diverso il pensiero critico fra noi e ragazzi molto più grandi.

Io nel tempo mi accorgo di essere cambiato tanto, perché quando ero all’asilo avevo in testa che volevo rimanere per sempre solo con la mia mamma, mio papà e mia sorella, però alla scuola elementare quando ho iniziato questo progetto, ho capito l’importanza delle persone e ho capito che per fare il proprio dovere non bisogna essere come gli altri, ma essere il vero me e dire le cose che mi vengono dal cuore. Questo l’ho capito quando mi sono arrivati i complimenti da persone che non immaginavo nemmeno, e che prima non mi calcolavano si sentivano superiori a me, mentre ora vengono a congratularsi.
Ora questo brutto pensiero è svanito dalla mia mente: non sono più uno tra gli altri, perché la scrittura collettiva è diventata una cosa in cui io sono diventato veramente me stesso e ora nessuno può dirmi nulla, per contrastarmi. Ho capito anche che le parole possono essere pugnalate o carezze nei confronti delle altre persone ma anche che si può cambiare in una minima cosa come in un’amicizia, in un evento oppure si può cambiare e diventare migliori anche se ci manca qualcuno o qualcosa”.




