Oltre le medaglie, anche le Olimpiadi diventano scuola di cittadinanza 

Accesa a Olimpia il 26 novembre 2025, la fiaccola olimpica ha iniziato il suo cammino attraversando Atene e Roma il 4 dicembre, per poi percorrere gran parte dell’Italia come un filo di luce capace di unire luoghi, storie e persone, toccando oltre 60 province e più di 300 comuni. E spegnersi sabato scorso nell’Arena di Verona. In questa staffetta simbolica di circa 12.000 chilometri, la fiamma ha danzato di mano in mano, accolta e custodita dai tedofori lungo il suo luminoso cammino, incontrando migliaia di studenti e cittadini che hanno accolto l’evento con entusiasmo e partecipazione. Il momento culminante è stato il 6 febbraio 2026, con l’accensione del braciere a Milano e l’apertura ufficiale dei XXV Giochi Olimpici Invernali.

Le Olimpiadi invernali non rappresentano soltanto un grande evento sportivo internazionale, con oltre 3.500 atleti provenienti da più di 90 Paesi impegnati in 16 discipline, ma costituiscono anche un’importante occasione formativa. In un contesto sociale segnato da fragilità emotive, disuguaglianze e isolamento, lo sport si conferma uno strumento educativo di grande efficacia, capace di trasmettere valori fondamentali alle nuove generazioni. La pratica sportiva favorisce uno sviluppo equilibrato della persona: educa alla costanza, all’impegno, al sacrificio e alla capacità di affrontare l’errore. Insegna che la sconfitta non è un fallimento definitivo, ma una tappa del percorso di crescita.


Per questo lo sport diventa un potente mezzo di inclusione e di formazione integrale, soprattutto per bambini e ragazzi che ogni settimana vivono esperienze sportive dentro e fuori la scuola. Nella scuola primaria, fase cruciale per la costruzione dell’autostima e delle competenze relazionali, lo sport assume un valore ancora più significativo: in questi anni i bambini imparano a collaborare, a riconoscere i propri talenti e ad affrontare le prime difficoltà. Le attività sportive proposte durante l’anno scolastico e l’evento olimpico stesso non devono essere intese come selezione dei “più bravi”, ma come opportunità per valorizzare le capacità e le potenzialità di ciascun alunno/a. Il linguaggio dello sport, infatti, è universale e inclusivo, capacità di accendere in tutti il desiderio di realizzazione: parla a tutti senza distinzione! Anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha più volte definito lo sport una “palestra di democrazia”, luogo in cui si apprendono il rispetto delle regole, dell’avversario e delle istituzioni.
Lo sport contribuisce a formare cittadini responsabili, capaci di cooperare e di riconoscere il valore dell’impegno collettivo, andando oltre l’individualismo: «accoglie, produce gioia, passione, speranza. È rispetto per l’altro. Sfida ai propri limiti: è libertà di progredire» (Mattarella). In questa prospettiva si inserisce pienamente il messaggio olimpico, sintetizzato dal fondatore dei Giochi moderni Pierre de Coubertin: «L’importante non è vincere, ma partecipare».


Per milioni di alunni della scuola primaria, le Olimpiadi possono dunque diventare un’esperienza di apprendimento attivo. Un risvolto concreto è il programma educativo “Gen26” (Gen26 | Milano Cortina 2026), promosso in vista dei Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, ideato per coinvolgere gli studenti non solo dal punto di vista motorio, ma anche attraverso un percorso interdisciplinare. Lo sport diventa così un ponte tra diverse materie: la storia, per conoscere le origini dei Giochi; le scienze, per comprendere il funzionamento del corpo e il rapporto con l’ambiente; l’arte, per esplorare simboli e immagini; l’educazione civica, per riflettere su partecipazione, rispetto e responsabilità. Iniziative come la “Winter Games Week” (Winter Games Week | Olimpiadi Milano Cortina 2026) hanno coinvolto centinaia di migliaia di studenti in tutta Italia, proponendo attività e momenti di confronto sui valori della collaborazione, dell’inclusione e della resilienza.

In questo modo l’evento sportivo si trasforma in un laboratorio educativo che integra dimensione sportiva e crescita personale aderenza in pienezza al contesto di realtà e ai bisogni educativi. Per comprendere il vero valore delle Olimpiadi, è necessario sia per adulti sia per bambini andare oltre l’emozione delle gare e dei record: la grande manifestazione sportiva può offrire insegnamenti profondi sulla vita, sulle relazioni e sulla costruzione di una società più giusta. In questa prospettiva risulta illuminante il pensiero di Don Lorenzo Milani, che concepiva la scuola come luogo di emancipazione e inclusione: infatti per lui l’educazione non era competizione tra pochi privilegiati, ma opportunità per tutti, specialmente per chi parte da condizioni svantaggiate affinché la scuola possa adempiere al compito di «portare innanzi a ogni costo tutti i ragazzi» (Lettera a una professoressa).


Applicare questa visione all’esperienza olimpica significa reinterpretare e dare l’originale valore alla competizione: vincere non vuol dire prevalere sugli altri, ma migliorare sé stessi attraverso l’impegno collettivo e il confronto. La gara diventa così strumento di crescita, capace di rafforzare motivazione, perseveranza e senso di responsabilità. Le Olimpiadi di Milano-Cortina hanno anche una rilevanza sociale, culturale ed economica. Oltre alle competizioni su piste e palaghiaccio, i Giochi generano benefici per i territori, favorendo investimenti, turismo e sviluppo delle comunità locali. Per i nostri ragazzi e ragazze ciò significa vivere in un contesto che si apre a temi globali come multiculturalismo, sostenibilità e inclusione, imparando che lo sport può unire persone di culture e provenienze diverse in uno spirito di I care in cui l’altro mi permettere di essere ciò che sono in un continuo scambio vitale e vivificante. Un aspetto centrale dell’Olimpiade moderna è l’attenzione all’accessibilità, alla parità di genere e alla sostenibilità ambientale: in questo orizzonte Milano-Cortina ha promosso programmi orientati all’inclusione e alla valorizzazione delle differenze, sottolineando che lo sport è un diritto di tutti (dal 6 al 15 marzo si svolgeranno le olimpiadi paralimpica).

Questi principi si collegano direttamente all’idea educativa milaniana: offrire a ogni bambino la possibilità di esprimersi senza discriminazioni. Educare ai valori olimpici – amicizia, rispetto, eccellenza e solidarietà – significa preparare i più giovani a vivere in una società complessa e interconnessa. Le Olimpiadi del 2026 hanno potuto quindi rappresentare una vera palestra di vita, capace di lasciare un’eredità che va oltre le medaglie: non solo celebrazione della performance, ma investimento educativo di lungo periodo per la scuola e la società. Promuovere lo sport anche negli ambienti educativi significa dunque sostenere la crescita di giovani più consapevoli, responsabili e solidali. Come ricordava Nelson Mandela, «lo sport ha il potere di cambiare il mondo»: può trasformare le fragilità in opportunità e contribuire a costruire comunità più inclusive e coese.

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