Da un incontro nei corridoi a una scelta educativa: il Liceo “Serpieri” entra nella Rete Barbiana 2040

Da quest’anno la mia scuola, il liceo scientifico e artistico A. Serpieri di Rimini, è entrata a far parte della Rete nazionale di scuole Barbiana 2040. Un passo coraggioso per noi, nato in modo discreto, inaspettato, certamente non pianificato a tavolino.
Tutto è iniziato quando la sottoscritta, circa un anno fa, si è sentita chiamare nei corridoi da una collega, Paola. “Anna sto organizzando un convegno su don Milani. Ci sarà Sandra Gesualdi insieme a pedagogisti e presidi. Sto cercando una testimonianza dal mondo della scuola, vieni a raccontare tu cosa significa oggi vivere la sua proposta pedagogica tra i banchi?”.
Io di don Milani conoscevo pochissimo all’epoca e dunque le rispondo con un diniego e un certo sollievo. Ma lei insiste: “Non importa se non lo conosci, tu don Milani lo vivi. Lo si capisce da come fai a scuola e dal tuo rapporto con i ragazzi”. Di fronte a tale invito – anche per il forte affetto e stima che mi lega alla collega Paola – accetto la proposta, pur con qualche imbarazzo e reticenza. E ovviamente mi metto al lavoro sui testi di questo geniale educatore e su quelli dei suoi più stretti collaboratori.
Man mano che leggevo ciò che mi ha letteralmente folgorato è stata la sua pedagogia di aderenza alla realtà. Parliamo tanto di compiti di realtà, ma poi di quale realtà veramente parliamo noi insegnanti? Di quella che abbiamo sotto gli occhi in classe o di quella che abbiamo nella nostra testa?

E poi, proseguendo a leggere, mentre  immagino i volti dei vari “pierini”, mi accorgo che questi, si sovrappongono a quelli dei miei alunni. I primi analfabeti e mancanti di scarpe e pane. I miei più acculturati e mancanti di direzione e scopo. Diversa fisionomia, stessa povertà. Dell’umano e del senso.

La conferenza va bene, una bella serata di condivisione, di spunti, domande e racconti. A distanza di una settimana ci incontriamo nuovamente io, Paola ed altre insegnanti che avevano partecipato al convegno.
“E adesso cosa si fa?”. Un’altra collega Laura, incalza: “Vogliamo chiuderla qui o dare continuità alla serata?”. Allora a me viene in mente che una mia amica dell’Università, oggi professoressa di Lettere, Rosaria Di Gaetano, si era in qualche modo implicata con Barbiana, anche se non sapevo come. La cerco e il resto è quello che sta per avvenire quest’anno: la visita alla scuola capofila della Rete Barbiana 2040, a Sorisole in provincia di Bergamo, i laboratori in classe di scrittura collettiva programmati nel mio istituto e a febbraio il percorso di formazione e aggiornamento professionale tra noi docenti.
Sono proprio curiosa di scoprire cosa don Milani ha da dire oggi agli studenti digitali del mio Liceo e come vorrà “stanare” noi docenti navigati a percorrere strade nuove, creative e veramente inclusive.

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