
Lunedì scorso, abbiamo vissuto il grande appuntamento con i genitori, tanto annunciato, tanto atteso e quanto insolito. La discussione si è svolta in modo armonico e ampiamente condiviso, il motivo occasionale è stato proposto da un alunno che si interrogava circa i vizi concessi soprattutto ai bimbi piccoli, offrendo loro il cellulare. Ma di fatto il dibattito è stato imperniato intorno all’amore e all’odio per la tecnologia da parte dei ragazzi, fino ad affondare nella ricerca di legami stretti, di prossimità autentica, di ricerca di cura da parte dei genitori, come se il bisogno più grande fosse quello di essere confortati ad affrontare la vita ordinaria, le responsabilità, le relazioni con le persone. Interessanti sono risultati i passaggi sugli aspetti rituali e routinari della famiglia, durante le feste, con gli amici, fino a distinguere i vari stili genitoriali, provocati anche da un cortometraggio di Walt Disney su tali differenziazioni. Alcuni dipinti hanno facilitato la discussione sulla fine della famiglia patriarcale, sulla parità di genere e sulle aspirazione dei grandi e dei piccoli. Tra le altre cose, ha avuto un posto importante anche la differenza tra autoritarismo e autorevolezza, compiendo il lavoro etimologico sul verbo “augeo” ovvero aumentare, far crescere, nelle sue diverse accezioni.

È emersa anche l’esperienza della rabbia come attesa e pretesa che ogni nostra immagine venga soddisfatta , senza rispettare chi abbiamo accanto, raggiungendolo con maggiore empatia.
A conclusione della mattinata strepitosa di sguardo, pensiero, parola, che fonda ogni laboratorio di scrittura collettiva, quello di lunedì si è distinto per la caratteristica unica che riveste l’esperienza di ritrovarsi insieme. “INSIEME” è risultata la parola più ricorrente sui fogliolini raccolti in numero esorbitante. Proprio per il fatto di aver visto interagire sugli stessi banchi, alunni di seconda media con i loro genitori, desidero raccogliere alcuni commenti a caldo, in seguito alle provocazioni dei ragazzi stessi ai loro cari. La cosa che ha affascinato un papà presente è stata poter ascoltare come si animano i pensieri dei giovani come essi cercano dentro se stessi, benché ancora acerbi e possiedano un grande mondo da esprimere. Una mamma ha incalzato dicendo che il laboratorio rappresenta un momento di condivisione molto importante in cui c’è posto e tranquillità anche per il ragazzo più timido, invitato a esprimere le sue opinioni ritrovandosi valorizzato e mai giudicato.


Un alunno presente ha dichiarato apertamente che il conforto del legame con i propri genitori sempre può diventare per lui energia, per affrontare qualunque relazione nel mondo che lo circonda. Un’altra mamma ha affermato di essere disponibile a continuare ad imparare dai propri figli, poiché ritiene che abbiano tanto da insegnare agli adulti. Si è dichiarata fiera di aver partecipato ad un momento didattico pieno di rispetto. Alcuni genitori hanno definito il laboratorio un momento molto intenso e bello come raramente succede a casa, in cui il dialogo è più rarefatto e da qui è sorta la proposta corale dei genitori di proseguire il laboratorio di scrittura collettiva, con altre puntate. Anche la preside entrando in classe, colpita da quanto andava accadendo, ha voluto ribadire come il dialogo condiviso e collettivo sia una sfida alta e importante da praticare anche tra gli adulti: tante volte infatti, perdiamo una grande quantità di occasioni di espressione autentica che possono rappresentare una risorsa e un arricchimento personale e culturale che funge da ponte tra le generazioni.




