
Un’ora e mezza di botta e risposta tra due classi seconde di scuola secondaria di primo grado e precisamente la seconda E di Genova dell’Istituto Comprensivo “Rivarolo” e la seconda B di Sorisole
Senza conoscersi, i ragazzi delle rispettive classi si sono incontrati e superando gradualmente impaccio e timidezza, hanno cominciato un dialogo serrato sul disinteresse alla scuola, la difficoltà di scrivere, la noia nell’affrontare gli argomenti, la divisione tra maschi e femmine, in classe.
Una lezione sicuramente formativa e stimolante che ha scatenato una batteria di quesiti, di riflessioni, di considerazioni aperte e in divenire.
Già alla fine del collegamento, i ragazzi di Sorisole si sono rivelati molto curiosi ed interessati a trovare soluzioni per le difficoltà dei compagni che sono apparsi loro, poco motivati nell’affrontare il lavoro scolastico in generale.


Lascio loro la parola per sottolineare alcune linee conduttrici che risultano davvero significative e luminose per noi docenti:
1. Ci sono molte cose faticose da applicare tra quelle che per noi sono diventate “normali”;
2. La richiesta di aiuto per sua natura, deve aprirsi alla fiducia e alla collaborazione;
3. Di fronte alla noia che proviamo, abbiamo bisogno di essere motivati alla partecipazione;
4. È necessario sempre trovare la voglia per sviluppare un testo, questo dobbiamo fidarci dei professori;
5. Ci sembra necessario e positivo partire sempre dai beni che abbiamo senza accorgercene: poter andare a scuola, poter salvare i nostri diritti;
6. Per noi è stato fondamentale capire alcune cose dialogando con gli adulti in uno stesso laboratorio di scrittura collettiva sui vizi che spesso ci danno, per evitare il coinvolgimento con noi;


7. Abbiamo cominciato a intervenire con il nostro pensiero, affascinati dal fatto che gli altri compagni mettevano in comune il loro, in un clima di grande rispetto e fiducia;
8. Per abituarci a scrivere abbiamo avuto bisogno di dedicare tempo al dialogo e alla scrittura, più di un’ora alla settimana;
9. La formula della apertura è dare credito alle figure adulte che abbiamo vicino;
10. Ci possiamo fidare se abbiamo stretto con loro un legame invisibile;
11. Riteniamo fondamentale prima di dare fiducia agli altri, dare fiducia a noi stessi, fissando gli obiettivi che vogliamo raggiungere;
12. Essere certi che quanto desideriamo o sentiamo come un peso opprimente, può diventare occasione di lavoro per tutti.


I nostri consigli:
– riunirsi per fissare un punto di lavoro cui tutti sono interessati In un clima di ascolto, con sospensione del giudizio;
– imparare prima a conoscersi, ad alzare la mano quando si vuol contribuire con un proprio pensiero a quello dell’altro, con tanta fiducia, sapendo che essere tutti diversi è costruire una grande ricchezza;
– fare insieme un laboratorio di pensiero e di scrittura: è un invito esplicito alla seconda E, ma e’ anche il desiderio di poterci muovere noi.
I coscritti di 2B di Sorisole alla 2E di Genova




