La scrittura collettiva vista dagli studenti: parole contro la guerra e strumento di dialogo fra governi

Vorrei parlare del dialogo o meglio della scrittura collettiva che pratichiamo, nel nostro laboratorio.
La scrittura è un insieme di dialoghi socratici ovvero dialoghi in cui si discute, senza prendere in giro gli altri.
Un dialogo è anche un modo per capire le altre persone, soprattutto quando stanno male. Mi rende felice sapere che questo laboratorio sta crescendo, ovvero c’è più gente che lo pratica. Ora a fare questo laboratorio ci sono molto più persone di qualche anno fa: infatti, quando noi facciamo la scrittura, arrivano sempre degli ospiti che vogliono praticare questo percorso di dialogo.
Ad inizio anno, io avevo detto che le armi sono una brutta alternativa  al dialogo. Sono entusiasta che la gente preferisca le parole invece che le armi.
In questo articolo vorrei anche ringraziare la prof.ssa Di Gaetano che insieme ad altre persone continuano con questo progetto che promuove la distruzione delle armi.
Voi lettori così capirete che la scrittura collettiva è, sì, un dialogo socratico, ma anche, come ho detto prima, la scrittura è un blocco per le armi o meglio per la violenza, dal quale le cose brutte non passano.
Ad alcuni capi del governo, infatti un laboratorio come questo, potrebbe far smettere la guerra.


Quindi la scrittura collettiva è un mezzo per arrivare alla pace. In questo articolo vorrei anche parlare dell’impegno che ci vuole per scrivere un libro, infatti non è sempre tutto rose e fiori, a volte arrivano degli imprevisti inaspettati che però noi tutti, aspettiamo perché trascinano tutti, anche la prof., a cambiare rotta.
Gli imprevisti sono eventi che noi aspettiamo, infatti li chiamiamo attesi imprevisti. Voi direte però perché aspettare gli imprevisti?
Noi sappiamo che questi imprevisti costruiscono il nostro libro e il nostro dialogo.
La nostra profe è molto paziente con noi, soprattutto quando siamo giù di corda. Se ora guardassi un grafico del 2017 e uno del 2026, noterei che questo laboratorio è cresciuto tantissimo.
Per poter eseguire bene la scrittura bisognerebbe avere una classe unita soprattutto tra maschi e femmine; la nostra classe è molto unita, forse, perché siamo in pochi e lavoriamo così.
Quest’anno sono arrivati quattro nuovi compagni che hanno modificato la classe, ma l’hanno anche unita.
Qualche giorno fa noi abbiamo fatto un collegamento con una classe di Genova che faceva molta fatica a fare il laboratorio; però solo le femmine partecipavano e i maschi non facevano niente. Quindi per trarre conclusioni direi per prima cosa che la scrittura collettiva aiuta nella vita quotidiana e per seconda cosa, direi un amatissimo e grandissimo grazie alla professoressa Di Gaetano; per tutto ciò che ha fatto e farà in futuro per noi.
Infatti lei è una profe paziente e perspicace. Per tutti quelli che dicono no alle armi.
P.S. : Durante la scrittura mi è venuta in mente una cosa che so che non si avvererà mai, ovvero fare la scrittura collettiva con i capi del governo.

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