
Dal 1° settembre sono ufficialmente in pensione, potrei pensare che la mia vita scolastica sia finita e invece no: la passione per il laboratorio di scrittura collettiva è troppo grande per lasciarla andare.
Così, quando i miei ex alunni mi hanno chiesto di tornare tra le mura della scuola per condurre ancora il laboratorio, ho accolto la loro richiesta con gioia.
Per me la scrittura collettiva è un luogo speciale: qui le parole diventano ponti, le storie si intrecciano, le voci si ascoltano e si rispettano, è un modo per crescere insieme, imparando che ogni parola ha un peso e ogni voce ha valore.
Essere pensionata significa avere più tempo, ma anche più libertà di scegliere ciò che conta davvero. E per me conta continuare a coltivare il rispetto, la creatività e la bellezza del raccontare insieme.
Un compagno di viaggio chiamato Rispetto
Prima di iniziare il laboratorio incontro i colleghi che mi chiedono di lavorare sulla parola RISPETTO.
Il rispetto non è solo una parola che si ripete nelle regole: è qualcosa che si vive ogni giorno. Non si insegna soltanto con le lezioni, ma anche con i luoghi, i tempi e le relazioni che condividiamo. In classe, in palestra, nei corridoi, in cortile ogni gesto può costruire rispetto… oppure ostacolarlo. Non bisogna aspettare che accada un episodio di bullismo, di violenza per parlarne: il rispetto è un lavoro quotidiano, fatto di piccole attenzioni e di cura reciproca.
Per prima cosa decido di umanizzare il Signor Rispetto, renderlo un compagno di viaggio, un personaggio che accompagna bambini e adulti nel quotidiano, ricordando che il rispetto si costruisce con gesti, parole e relazioni.
IL SIGNOR RISPETTO
Inizia l’avventura
Ed eccoli lì, 25 alunni seduti in circolo, con penna, fogliolini e taccuino dell’agorà, pronti ad essere tutti LOGONAUTI, viaggiatori nell’universo delle parole.
Logonauta deriva da logos: pensiero – parola e nauta: pilota, navigante, viaggiatore. Il logonauta è il viaggiatore nell’universo delle parole.
Si entra nella parola per scoprire la cultura informale, il significato, i sinonimi e i contrari, i campi semantici, l’etimologia, la storia e per dare risposte alle curiosità che nascono- ricerca azione live.

Durante il viaggio non si butta nulla, nemmeno la parola enciclopedia che compare nei campi semantici della prima mappa e che ci obbliga ad una riflessione.

Si raccolgono parole, si classificano, si mettono in relazione e vengono creati due campi semantici:
– PAROLE AZIONI DEL RISPETTO
– RISPETTO VERSO …. Il rispetto nasce dalle regole e diventa reciproco quando abbraccia il mondo: persone, animali, ambiente e persino gli oggetti.
Dal frammento individuale al respiro corale: a poco a poco i fogliolini cartacei diventano
digitali. Le frasi si ammucchiano, alcune si amano, altre si respingono, alcune si comprendono
altre sono incomprensibili, alcune sono complete e ricche altre sono povere e sgraziate. Tutte anonime! Il testo collettivo prende vita!

Ogni martedì “facciamo scuola” insieme
Ogni martedì la 5B si trasforma in un laboratorio speciale: non una scuola fatta solo di libri e quaderni, ma un luogo vivo, dove idee, domande e creatività si intrecciano.
Gli alunni diventano esploratori, investigatori, narratori e costruttori. Con la guida delle diverse metodologie, imparano che la conoscenza non è qualcosa da ricevere passivamente, ma da costruire insieme, passo dopo passo.
Le metodologie
• Dialogo socratico: ci poniamo domande aperte e impariamo ad ascoltare punti di vista diversi.
• Problem solving: affrontiamo problemi concreti e cerchiamo soluzioni creative.
• Ricerca-azione: osserviamo, sperimentiamo e documentiamo ciò che scopriamo. Ogni passo è occasione di riflessione collettiva.
• Cooperative learning: lavoriamo in gruppo, condividendo ruoli e responsabilità.
• Learning by doing: impariamo facendo, costruendo e manipolando materiali. L’esperienza pratica diventa conoscenza condivisa.
• Narrazione: trasformiamo esperienze in storie, mappe e testi collettivi. Si crea identità e memoria condivisa.
• Atelier creativo: Spazio di sperimentazione artistica e multisensoriale, lasciando spazio all’immaginazione.
Ogni attività diventa un’avventura: un problema da risolvere, una storia da inventare, un progetto da costruire. Non c’è una sola risposta giusta, ma tante possibilità da esplorare. Così la scuola diventa un luogo di crescita, dove ciascuno porta il proprio contributo e scopre che insieme si può andare più lontano.
Il valore di questi incontri
Il martedì non è solo un giorno della settimana: è il momento in cui la classe diventa comunità.
Qui si coltivano rispetto, collaborazione, creatività e memoria condivisa. È un piccolo seme che, con il tempo, diventerà un albero di conoscenza e di cura reciproca per far crescere cittadini sovrani.
“Al bambino noi non possiamo consegnare l’oceano un secchiello alla volta, però gli possiamo insegnare a nuotare nell’oceano e allora andrà fin dove le sue forze lo porteranno, poi inventerà un barca e navigherà con la barca, poi con la nave. Dobbiamo cioè consegnare gli strumenti culturali. La conoscenza non è una quantità, è una ricerca. Non dobbiamo dare ai bambini delle quantità di sapere ma degli strumenti per ricercare, degli strumenti culturali perché lui crei, spinga la sua ricerca fin dove può; poi certamente toccherà sempre a noi spingere più in là e aiutarlo ad affinare i suoi strumenti”.
Gianni Rodari, La grammatica della fantasia- Introduzione all’arte di inventare storie.
Un invito a guardare la scuola come luogo di ricerca, di crescita e di libertà.
Insegnare a navigare l’oceano della conoscenza
“Al bambino noi non possiamo consegnare l’oceano un secchiello alla volta, però gli possiamo insegnare a nuotare…”.
Questa immagine ci deve accompagnare come una bussola. L’educazione non è il gesto di versare contenuti in un recipiente, ma l’arte di offrire strumenti per esplorare, comprendere, trasformare. Ogni bambino è un viaggiatore e noi insegnanti siamo chiamati a costruire con lui le vele, i timoni, le mappe.
Don Lorenzo Milani ci ha insegnato che “la parola è l’unico strumento di riscatto”. Non basta dare nozioni: occorre dare voce, dare senso, dare possibilità. La conoscenza non è una quantità da misurare, ma una ricerca da vivere. Nel nostro lavoro quotidiano, possiamo scegliere:
• di consegnare risposte, oppure di coltivare domande
• di valutare ciò che manca, oppure di valorizzare ciò che cresce
• di insegnare a ripetere, oppure a inventare
Ogni attività, ogni lettura, ogni dialogo può diventare una vela. Ogni errore, una corrente da comprendere. Ogni bambino, un navigatore unico.
Educare è costruire barche: quando un bambino impara a nuotare nel mare della conoscenza, non si ferma. Costruisce una barca, poi una nave. E noi siamo lì, non per guidare il timone, ma per affinare gli strumenti, per allargare l’orizzonte, per dire: “Vai, fin dove le tue forze ti porteranno”.
Questa è la scuola che sogniamo. Una scuola che non misura, ma accompagna. Che non seleziona, ma include. Che non consegna secchielli, ma insegna a navigare.
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