Costruire una comunità per non perdere nessuno: scuola, famiglie e parole

Come lo scorso anno, nella nostra classe terza, io, docente di matematica e scienze e Sefora, di italiano e storia, partecipiamo al progetto di scrittura collettiva insieme. E’ un intreccio di riflessioni socratiche che coinvolgono sia gli spunti che arrivano dalle nostre discipline, che i motivi occasionali che si presentano in classe. Abbiamo una classe meravigliosa, alla quale siamo molto affezionate, poiché dallo scorso anno ad ora abbiamo vissuto con loro tantissimi momenti belli e soddisfacenti, ma anche molto intensi da un punto di vista emotivo, perchè abbiamo a che fare con un gruppo di ragazzi che, sebbene da un lato sia affettuoso, propositivo, e si lascia coinvolgere con passione nelle discussioni, dall’altro lato non fa mancare episodi che necessitano di continui richiami e che ci fanno preoccupare.

Quest’anno abbiamo pensato di iniziare il lavoro di scrittura collettiva mettendo al centro della prima lezione la parola “passione”. Sono tanti i motivi di questa scelta. La prima deriva sicuramente dalla passione che anima le nostre lezioni: nelle ore di scienze a volte sembra di essere nel 1600 all’epoca della nascita della scienza moderna, ancora tesi a delineare i confini tra scienza e filosofia, mentre altre volte sembra di essere seduti ad un tavolo di qualche comitato scientifico per capire le ragioni di certi nuovi fenomeni coinvolgenti e incomprensibili; nelle ore di italiano a volte i ragazzi si immedesimano con gli autori di grandi poesie come Foscolo e Leopardi fino a farsi rapire e desiderare di scrivere un sonetto…o a sentirsi addirittura gelosi di altre classi perché vorrebbero non condividere tale bellezza con nessun altro ma tenerla solo per loro stessi.


Un’altra ragione deriva dall’aver compreso, nelle esperienze degli anni precedenti, come, arrivati ormai in terza, la passione è quello che dobbiamo mettere in campo per affrontare seriamente l’ultimo anno e poi fare il grande salto nella scelta della scuola futura.
Interrogandoci su questa sfida, sulla necessità di accompagnarli in questo momento delicato, entusiasmante, ma anche preoccupante e serio, per qualcuno addirittura spaventoso, abbiamo pensato di coinvolgere i loro genitori chiedendo di esserci di aiuto, di starci accanto nel seguire i loro figli in questo ultimo anno.
Per questo motivo abbiamo organizzato un “Aperitivo letterario”: una serata dedicata alla condivisione della proposta educativa che facciamo periodicamente in classe, ovvero la scrittura collettiva, al fine di giungere a scrivere una lettera attraverso la stessa tecnica, che rappresenti un incoraggiamento ai loro figli.

La serata si è svolta con una riflessione guidata tenuta da noi due, con al centro la tematica “Educare insieme, per non perdere nessuno”. Cominciando con la presentazione della figura di Don Lorenzo Milani, ci siamo lasciati coinvolgere dal suo importante ruolo di educatore, che nel libro “Lettera a una Professoressa” dice:

“La scuola ha un problema solo: i ragazzi che perde”.
“Non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali tra disuguali”.


Ci siamo interrogati su cosa significhi perdere un ragazzo, sul valore di ogni parola, ogni ascolto, ogni sguardo sincero regalato da un adulto, che lascia un segno che costruisce futuro. E da una convinzione semplice ma radicale: che nessun ragazzo è perduto, se noi adulti scegliamo di non smettere di crederci.
Abbiamo poi presentato il cuore del pensiero di don Milani: il valore della parola e della scrittura collettiva:

“Educare è credere nella parola”
 “La parola è la chiave fatata che apre ogni porta”.

Abbiamo riflettuto sul valore della “parola” come strumento di libertà, di uguaglianza, di riscatto, possibilità di capire, esprimersi, costruire pensiero.
A testimonianza di questo abbiamo raccontato loro l’esperienza che facciamo con i loro figli durante i laboratori di scrittura collettiva, la ricchezza del dialogo, della continua ricerca di significato, di riflessione, di sviluppo del senso critico, di accoglienza del pensiero di tutti. Abbiamo presentato il lavoro emerso dai fogliolini fatti intorno al valore della passione nella loro vita.
Quindi abbiamo proposto loro di scrivere i fogliolini sulla riflessione emersa in serata. Ne è derivato un fiume di pensieri che hanno riempito una scatola intera di fogliolini.


Ora ci aspetta il grande lavoro di comporre il testo che rappresenterà una lettera scritta dai genitori ai loro figli per accompagnarli in questo anno scolastico, per far comprendere l’importanza della passione nel lavoro quotidiano, ma anche nella vita in generale, farli sentire accompagnati anche nei loro errori e nelle incertezze. A breve accoglieremo di nuovo i genitori, questa volta in classe per la consegna della lettera. Sarà una sorpresa che i ragazzi sanno di dover ricevere in seguito a quella serata.
La serata è stata “magica”. Oltre ai genitori hanno accolto il nostro invito anche la nostra Dirigente Scolastica, alcuni insegnanti e colleghi, una collaboratrice, una collega della segreteria, e persino i parroci e l’Assessore all’Istruzione. Tutti si sono lasciati coinvolgere con tanto calore e gratitudine.
Il giorno seguente molti genitori ci hanno ringraziato per la serata ma soprattutto per il lavoro quotidiano che facciamo con i loro figli. Ci hanno chiesto di ripetere l’esperienza!
Ma la cosa più bella è stato assistere al miglioramento dell’impegno dei ragazzi nei giorni successivi, che continua ancora oggi, sebbene le fatiche e le preoccupazioni continuano a farci compagnia, ma dentro un abbraccio più grande e una condivisione tra figure adulte.
Ora i ragazzi sono in attesa della “sorpresa”. Chissà che non arrivi proprio la notte di Santa Lucia che si sta avvicinando!

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