L’albero senza tempo. La memoria viva di una comunità

Abbiamo aderito, con la classe 5 della Scuola Primaria dell’Istituto Crosara di Cornedo Vicentino, a un concorso della Pro Loco del nostro Comune che consisteva nel completare un racconto per Natale.
Come insegnanti abbiamo vagliato le varie opportunità: far scrivere il racconto a coppie, individualmente… poi abbiamo scelto di applicare, in modo leggermente creativo il “Metodo Barbiana” della scrittura collettiva.
La classe aveva già sperimentato la scrittura collettiva in contesti ristretti legati alle conoscenze:in scienze, matematica, storia ma mai in italiano in un contesto di libero pensiero creativo”.
Abbiamo letto assieme la prima parte. Poi è stato chiesto ad ogni bambino di continuare a titoli la storia nei fogliolini anonimi, che in seguito sono stati letti e  suddivisi  per similitudine di filone.
Scelto a maggioranza il filone da seguire, (Giallo, commedia, storia fantastica, racconto realistico) si sono susseguiti molti, anzi moltissimi, incontri per formulare una storia condivisa.
Ogni idea ha portato con sé approfondimenti di vario tipo: dai regolamenti comunali, agli enti locali competenti, alle tradizioni, a nozioni di scienze, alla ricerca di come si scrivono i nomi e da dove derivano, a come si scrive un racconto…

Da insegnanti abbiamo visto crescere nei ragazzi lo spirito di gruppo, di condivisione non forzata.
Ci siamo finalmente ritrovate davanti ad una classe e non ad un insieme di alunni.

Questo è l’inizio dato dalla Pro Loco:
‘Eccolo! Ciao Micheal, sono qui!
Attento che mi vieni addosso…“ Protesta il vecchio albero di pino. Ma subito la situazione si fa incerta. Quel bimbetto, con il berretto rosso e la felpa verde acido, sembra proprio Micheal. Sfreccia con la bici  tra i richiami concitati di un omone grande e grosso che si fa avanti arrancando dal fondo strada. Il pino solleva i folti aghi per osservare meglio la situazione.
“Quello  grande è Michael! Lo riconosco dalla rincorsa saltellante…” .
“Giorgio fermati! Fermati un momento che ti raggiungo. È pericoloso correre per la strada.! “ grida Micheal al figlioletto impertinente.
Dal lato opposto, una macchina percepisce il pericolo e suona il clacson. Giorgio si ferma tutto d’un tratto, il triciclo scivola sul marciapiede. Tutto sembra ruotare intorno. 
Giorgio è sano e salvo. Solleva i due occhietti azzurro ghiaccio, ed esclama “Che bombaaaa!”.
“Cosa?” risponde il papà trafelato “La tua fortuna ad essere tutto intero? La tua piroetta sulla bici ? O meglio ancora il castigo che ti sta per arrivare?”.
Giorgio è incantato e puntando il dito verso l’alto riesce solo a dire:”Questo!”.
La folta chioma del pino sovrastava i due. Micheal, con uno sguardo deciso, risponde: “Questo non è un pino qualsiasi. Questo è il mio Pino.
Me lo ricordavo piccolo piccolo, nel vaso vicino al camino…”


Questa è la nostra continuazione del racconto
Era davvero lui! Pino, l’amico speciale di Natale, non era più un esile alberello in un piccolo vaso, ma si era trasformato in un albero imponente: gigantesco, dalla chioma folta, scompigliata da innumerevoli aghi dal colore verde-scuro, con una robusta e spessa corteccia grigiastra. – Quanti bei momenti di festa vissuti con Pino! Quanti addobbi speciali, quanti canti della “Stella” insieme a lui! – esclama Michael. Giorgio si avvicina e afferra quell’albero avvolto di ricordi unici trascorsi tanto tempo fa e lo stringe  nei suoi folti rami quasi per rivivere anche lui queste magie di Natale. Lì vicino percepisce il suo respiro e sente la sua delicata presenza. Improvvisamente la sua mano cattura un grosso ciuffo di aghi che cadono a terra. Un tonfo al cuore di Micheal!  Si avvicina, gli accarezza la sua corteccia, quasi per rassicurarlo . Delle macchie scure disseminate qua e là, rivestono il fusto di Pino e gli conferiscono un colore sbiadito. Un pezzo della sua parte legnosa era già caduta a terra: Pino era malato! – Dobbiamo portare Pino via da qui, Giorgio!- commenta il papà – lungo questa strada sterrata, piena di ghiaia e sassi, non riesce a nutrirsi come dovrebbe! Domani chiamo qualcuno della forestale per sapere come fare -. Il comune aveva già sentenziato questo: Pino doveva essere sradicato e tagliato! Senza di lui, la città non avrebbe avuto la gioia di stare insieme e il Natale si sarebbe rovinato per sempre! 

Micheal e Giorgio decidono così di contattare un agente della forestale per far trasportare Pino in sicurezza nell’area verde vicina alla piazza, di fronte alla loro casa, non lontana dal parco-giochi cittadino. L’operazione di trasferimento aveva richiesto alcuni giorni, ma si concluse alla perfezione.- Che bello qui! Mi sento davvero meglio! Posso incontrare spesso Micheal e Giorgio che mi curano e mi fanno compagnia! Che meraviglia sentire le voci concitate dei bambini che giocano allegri nel parco e ogni tanto guardano verso di me e mi salutano! Poi si gira verso la piazza e vede un ragazzo che faceva il bullo con il suo fratellino e l’impertinente.
– Ma quelle non sono Pia e Lia, le due signore che abitano vicino a Micheal e vengono sempre a salutarmi?! Come mai ora non si salutano più?-  In effetti anche i cittadini erano tutti seri, pensierosi e arrabbiati. – Chissà quale strana malattia avranno!- si disse tra sè.

Un soffio delicato di vento accarezza gli aghi di Pino e improvvisi ricordi riaffiorano come strani fantasmi nella sua mente : il profumo di dolci e cannella, la gioia di stare insieme, l’emozione sul volto di Micheal quando scartava i regali, le cene condivise… Era arrivato il momento di far rinascere il Natale e rivivere quegli splendidi legami di pace. Nei giorni successivi Giorgio propone al papà di addobbare Pino a festa per condividere la gioia del Natale insieme a tutti i cittadini, come ai vecchi tempi! Micheal decide così di chiamare il comune per decorare Pino e festeggiare con lui la festa di Natale insieme a tutti i cittadini. Ogni persona preparerà un addobbo speciale, con cura perché questo diventi un dono a chi lo riceverà. Sarà il Natale più indimenticabile …soprattutto per Pino! 


Nelle settimane successive la piazza e le vie cittadine vennero tappezzate di manifesti colorati dal titolo: UN DONO PER TE… NATALE IN CITTA’. Tutti i cittadini erano invitati a festeggiare la notte di Natale in piazza: ognuno avrebbe portato un regalo da scambiare e condividere insieme e un addobbo da appendere su Pino. – Evviva! – esclama Giorgio – sarà davvero una festa fantastica ! Pino diventerà il protagonista! –

Quella notte tutti si radunarono intorno a Pino, dopo aver messo i regali sui tavoli allineati vicino agli edifici. La neve scendeva copiosa e Pino appariva più bianco e luminoso.
Questo sì che è il vero Natale, sospira Pino. Una lacrima di resina era scesa tra i suoi rami mentre tutti cantavano felici tenendosi per mano. Sui volti e nei cuori erano tornati i ricordi magici della festa. Quella notte nessuno fu solo : Pino sentiva di essere uno di loro e ognuno si sentiva di appartenere a lui, l’albero senza tempo.

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