Da Barbiana a Crotone: quando la scrittura è rinascita, ridà voce e dignità

Non è solo un libro. È molto più di un libro e dei suoi contenuti. Radici di parole – Voci dalla scuola serale: racconti di memoria, rinascita e appartenenza è un viaggio reale, profondo e collettivo che intreccia storie personali e memoria condivisa. Caterina Via, curatrice del progetto, nella sua introduzione al volume dice chiaramente infatti come i racconti raccolti nascano dal bisogno autentico di “dare voce” a chi spesso non ha potuto esprimersi. Sono frammenti di vita che spaziano dall’infanzia al lavoro nei campi, dall’esperienza della guerra alle migrazioni, dai legami familiari alla nostalgia della propria terra. Narrazioni molto personale, intensamente intime e per questo molto sincere. Che, nel loro insieme, diventano un grande mosaico corale sull’identità e sul valore della memoria.
Ma chi sono i protagonisti, gli autori, da dove nasce il progetto del libro, che cosa rivela?
Lo racconta, con orgoglio evidente, Gerolamo Arcuri, dirigente scolastico dell’IC Polo Tecnico professionale Barlacchi-Lucifero di Crotone, nelle cui aule è nato questo progetto di partecipazione ed espressione civica. In realtà l’Istituto guidato da Arcuri è un vero modello di sperimentazioni educative e pedagogiche. E il volume Radici di parole, 136 pagine, 22 storie intime e profonde, è un’ulteriore conferma del grande lavoro in senso civico che viene portato avanti dai suoi docenti: il libro Crotone, un sito di di-interesse nazionale coordinato da Rossella Frandina, professoressa di Lettere, e dai suoi studenti è solo un precedente di questo impegno. Qui la docente Frandina spiega il lavoro fatto e qual è la direttrice pedagogica seguita nel solco della scrittura collettiva di don Milani.

Una direttrice milaniana che anche per questa nuova esperienza è stata determinante. “Aver riaperto i corsi serali già dieci anni fa, chiusi da tempo, e decidere di investire in un percorso educativo rivolto a persone e adulti che avevano abbandonato la scuola – sottolinea Arcuri – non è stato solo un atto di grande coraggio, ma di forte impronta visionaria. Una decisione che, nel contesto di Crotone, città spesso indicata come “capitale dei NEET”, ragazzi che non studiano, né lavorano, né seguono corsi di formazione – spiega il dirigente – credo assuma fortemente il valore di un atto politico e sociale. La scuola serale diventa così un luogo di inclusione e di speranza, in cui il lifelong learning, di cui si parla tanto oggi come un percorso essenziale per la vita non solo professionale, si trasforma da concetto astratto a una pratica viva che restituisce dignità a chi sceglie di rimettersi in gioco”.


E chi si è rimesso in gioco, lungo il solco di questo progetto sono stati oltre venti ragazzi, tutti con più di vent’anni, qualcuno già adulto, molti giovani immigrati, “tutti parte di un’umanità varia” che ha partecipato ogni giorno a lezioni, dalle 14 alle 19,30, e che diversamente avevano solo la strada come alternativa
Il progetto prende forma durante la “Notte dei Racconti”, un’iniziativa ideata dall’Associazione Equilibri crotonese di Eugenia Garritani, una realtà molto impegnata sul fronte culturale e sociale del territorio. In quell’occasione gli studenti del corso serale hanno ricreato l’atmosfera dei loro tempi passati: una tavola semplice, i racconti condivisi, le voci intrecciate come una volta nelle proprie case. Da quell’esperienza, intensa e partecipata, nasce l’idea di fissare le storie sulla carta, perché non andassero perdute. Ed è così che la scrittura diventa non solo esercizio scolastico, ma strumento pedagogico di rinascita personale, occasione di crescita e di riscatto. Il richiamo alla pedagogia di don Milani, al metodo e al processo didattico insito nella tecnica della scrittura collettiva, così come veniva praticata dal priore alla scuola di Barbiana, è stato l’altro filo conduttore di questa esperienza formativa e di crescita. L’istituto guidato dal dirigente Arcuri, l’IC Barlacchi-Lucifero di Crotone, fa parte della Rete nazionale delle Scuole del movimento Barbiana 2040, Rete di scuole e di docenti che si ispirano alla tecnica della scrittura collettiva come pratica didattica, pedagogica, educativa e trasformativa delle proprie realtà.


Il libro raccoglie le voci di questi studenti, che hanno trasformato la loro esperienza in racconti capaci di emozionare e far riflettere. Ci sono le memorie della guerra narrate dalle nonne, le feste contadine che celebravano la fine del raccolto, i viaggi dolorosi dell’emigrazione, i miti e le tradizioni tramandate da culture lontane come quelle del Senegal o delle Filippine. Ogni testo rivela una forza silenziosa: la capacità di resistere, di custodire la propria identità e di guardare avanti nonostante le difficoltà.
In questo senso Radici di parole è più di un’antologia scolastica. È il simbolo di un percorso educativo e innovativo che hanno trasformato la scrittura in un percorso comunitario. “Gli studenti non hanno semplicemente scritto temi: hanno scavato dentro di sé – spiega il dirigente Arcuri -, recuperato ricordi familiari, interrogato il passato e dato valore alle proprie radici. Hanno dimostrato che la scuola, anche per chi è adulto, può ancora essere luogo di rinascita e di appartenenza”.


Come sottolinea la curatrice Caterina Via, nell’introduzione, questo libro è un dono: “È un atto di memoria e di speranza che restituisce dignità alle storie ordinarie, trasformandole in patrimonio collettivo. È la prova che le parole, se condivise, possono diventare radici solide, capaci di unire generazioni, culture e vissuti lontani”.
Ora, il libro e i suoi ragazzi-autori, spinti dall’onda del successo che stanno riscuotendo, anche grazie alla diffusione che sta promuovendo l’Università della Calabria, hanno deciso di affrontare una nuova sfida. “Tutti gli studenti hanno deciso di darsi un nuovo ambito traguardo – spiega il dirigente Arcuri -: progettare la rivisitazione dei racconti del libro in una chiave teatrale, una versione recitata di quelle storie da rappresentare sul palcoscenico”. Dietro le quinte, i lavori per la messa a punto di questa versione sono già iniziati. Una compagnia teatrale di professionisti è già stata coinvolta e farà da “tutor” ai ragazzi. Sembra di intuire, al di là delle volontà ministeriali, che le linee programmatiche e pedagogiche per il nuovo anno scolastico siano già state tutte scritte.

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