Scrivere insieme insegna a vivere insieme. Due anni in classe di crescita, ascolto e consapevolezza

È giunto al termine il laboratorio di scrittura collettiva della 3^B dell’IC “Manzoni” di Capriate San Gervasio (Bg) che ha avuto come protagonista la parola “passione” (Il libro che ne è nato al termine dei laboratori di scrittura collettiva si può scaricare in fondo a questo articolo). Nel corso dei mesi, tuttavia, alla parola passione se ne sono affiancate altre: motivazione e determinazione. Tre termini che si tengono per mano, tre concetti importanti per il percorso di crescita dei nostri studenti e delle nostre studentesse. Tuttavia, il laboratorio non si è fermato lì. Abbiamo parlato di saggezza, di cosa significhi davvero imparare e di come sia importante sbagliare. Sbagliare, ci siamo detti, è il primo passo per migliorarsi. Il percorso ha coinvolto anche le famiglie, prevedendo due incontri.

Nel primo, i genitori hanno sperimentato l’esperienza della scrittura collettiva, componendo una lettera di incoraggiamento ai propri figli: “Coltiva la tua passione senza ascoltare i brutti giudizi altrui”; “Vivi, impara, conosci, credi sempre nei tuoi sogni, anche in quelli che ti sembrano impossibili, perché sai, si possono realizzare!” “Ci siamo, eccoci qui!”; queste alcune delle frasi. Il cammino si è poi concluso con un secondo incontro finale, che ha riunito, questa volta, genitori e figli attorno a una riflessione comune: quella sul percorso personale, che ognuno è chiamato a compiere per raggiungere i propri obiettivi, con le proprie forze e con la propria determinazione.


È giusto dire, che il laboratorio non è stato sempre un cammino facile. Il gruppo ha attraversato momenti difficili, ma proprio in quei momenti, il laboratorio ha mostrato il suo valore più profondo: ha offerto uno spazio per fermarsi a riflettere, per chiedersi perché si viene a scuola, cosa ci si aspetta da essa e dalle relazioni con gli altri. La scrittura collettiva, infatti, si è rivelata un potente strumento pedagogico, in questa classe caratterizzata da profonde fragilità nelle relazioni con i pari, dove l’ansia del giudizio reciproco ostacolava la coesione del gruppo, dunque, non un mero esercizio stilistico, ma una vera e propria scuola di cittadinanza.

Ricalcando l’insegnamento di Don Lorenzo Milani, la parola è stata intesa e praticata come strumento di crescita personale e di inclusione. Insieme i ragazzi hanno corretto e riscritto i testi più volte, ragionando su come si costruisce una frase, sulla grammatica e sulla scelta delle parole, ma il laboratorio non è stato solo riflessione linguistica, è andato oltre. Imparare a padroneggiare la parola ha permesso, alla classe di sviluppare un pensiero critico e di sentirsi cittadini a tutti gli effetti. Gli studenti hanno capito, che essere cittadini sovrani significa proprio questo: saper esprimere le proprie idee e saper comprendere la realtà che li circonda, senza farsi condizionare.


La scrittura collettiva si è rivelata, così un vero esercizio di democrazia. In questo spazio protetto, l’errore non è più stato visto come un fallimento e la paura del giudizio ha lasciato il posto a un ascolto accogliente.
Come scriveva Don Milani in Lettera a una professoressa: «Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne tutti insieme è la politica. Sortirne da soli è l’avarizia».

I ragazzi hanno fatto propria questa idea, sperimentando, che quando si dà spazio alla voce dell’altro, il lavoro diventa più semplice e le relazioni migliorano davvero. Tutto questo percorso ha avuto un riscontro straordinariamente positivo, anche, nella preparazione dell’esame orale. Ogni studente ha saputo scegliere in autonomia l’argomento da presentare e lo ha sviluppato in modo chiaro, personale e organico. Durante i colloqui, tutti hanno voluto ricordare quanto sia stato importante scrivere insieme in questi due anni: un’esperienza, che da un lato, li ha fatti sentire unici e valorizzati, e dall’altro, li ha resi consapevoli che, quando si fa squadra, tutto diventa più facile. Nelle loro esposizioni è emerso chiaramente quanto abbiano fatto proprie parole profonde come passione, determinazione e sacrificio, dimostrando il senso profondo del loro impegnarsi per diventare cittadini consapevoli e, quindi, “sovrani”, proprio come voleva don Milani.

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